Google Flights prevederà i ritardi dei voli grazie all’intelligenza artificiale

Google non ti dirà solo quando i voli saranno in ritardo, sarà in grado di prevederlo. La piattaforma Flights, sarà potenziata da una nuova funzionalità che sfrutterà l’intelligenza artificiale e il machine learning.

In sostanza, grazie all’analisi dello storico di determinate rotte, Google potrà effettuare una stima sulle probabilità che un volo, in un certo giorno, sia in ritardo o meno. Altre piattaforme specializzate effettuano già calcoli di questo genere, la differenza è che il motore di ricerca più famoso del mondo, ci mette la sua potenza di calcolo per rendere una banale statistica in un’indicazione viva, focalizzata sul giorno specifico, che ci arriva in tempo reale sullo smartphone o incorporata alle ricerche.

In questo caso, alle compagnie non converrà fare troppo le furbe con gli orari schedulati. Mountain View fornirà stime in tempo reale sui possibili ritardi. C’è dell’altro, un’altra opzione arricchisce l’esperienza d’uso di flights, entrando nel vivo di una delle grandi tendenze di questo periodo: quella che ruota intorno alla tariffa “basic economy”. Un po’ come fanno piattaforme quali Routehappy, anche Google Flights spiegherà nel dettaglio cosa si intenda con quella misteriosa etichetta. Ovvero quali servizi siano effettivamente previsti pagando una certa cifra per la cosiddetta “terza classe” in volo. Si inizierà con le compagnie di casa American, Delta e United.

Tornando ai ritardi, secondo un post sul blog ufficiale la previsione mescolerà dati storici dei ritardi dei voli per individuare pattern comuni nelle partenze che non rispettano i programmi. Meteo, luogo, arrivo dell’aeromobile, molti gli elementi considerati. Quando gli algoritmi stimeranno nell’80% la probabilità di un ritardo, l’informazione verrà visualizzata nella scheda riepilogativa che visualizziamo quando cerchiamo numero del volo (ad esempio AZ 254), rotta (Milano – Bruxelles) o compagnia (Alitalia) su Google.

Aerei, la Norvegia punta ad avere solo voli “elettrici” entro il 2040

La Norvegia, Paese che ha accumulato la sua ricchezza grazie all’oro nero, da tempo ha preso in seria considerazione le tematiche ambientali e posto l’accento sugli investimenti lontani da petrolio e affini. Ora fa’ un ulteriore passo in questa direzione: il trasporto aereo a corto raggio del Paese dovrà utilizzare esclusivamente aerei al 100% elettrici entro il 2040.

Lo hanno indicato le autorità aeroportuali norvegesi, confermando il ruolo pionieristico del paese scandinavo nella mobilità elettrica. Avinor, l’organismo pubblico che gestisce gli aeroporti norvegesi, ha l’ambizione di essere il primo al mondo a rendere elettrico il trasporto aereo, questo è quanto sostiene Dag Falk-Petersen, numero uno di Avinor. Si stima che tutti i voli della durata fino a un’ora e mezza potranno essere fatti con aerei completamente elettrici, infatti tale durata è sufficiente per effettuare i collegamenti interni nel paese e per quelli con le altre capitali scandinave.

Avinor lancerà una gara per aprire una rotta commerciale operata da un piccolo velivolo (19 posti) a propulsione elettrica, che farà dei test di volo a partire dal 2025. La Norvegia, più grande produttore di petrolio dell’Europa occidentale, è paradossalmente all’avanguardia sulla mobilità elettrica. Nel 2017, nel paese più della metà dei veicoli immatricolati è stato elettrico o ibrido.

Secondo le statistiche ufficiali, il trasporto aereo interno rappresenta il 2,4% delle emissioni nocive del paese, dato che raddoppia considerando anche il traffico internazionale. Con questo progetto di Avinor, punta ad abbattere almeno le emissioni dovute al trasporto aereo nazionale.

volo British Airways con 300 passeggeri pronto al decollo: la polizia arresta in tempo il pilota ubriaco

Poteva trasformarsi in un incubo il viaggio di 300 passeggeri a bordo di un aereo della B.A. che stava per decollare da Londra in direzione Mauritius per un volo di 11 ore: pochi istanti prima che l’aereo lasciasse l’aeroporto di Gatwick, la polizia ha fatto irruzione nella cabina di pilotaggio per ammanettare il pilota che stava per mettersi alla cloche ubriaco.

L’allarme è scattato poco dopo le 20.00 di giovedì 18 gennaio, quando la polizia ha ricevuto una chiamata da alcuni colleghi della compagnia aerea preoccupati per la sicurezza dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio a bordo del Boeing 777 in partenza: nella telefonata si chiedeva l’intervento delle forze dell’ordine in quanto c’erano dei sospetti che il pilota fosse ubriaco. La polizia del Sussex ha raggiunto il gate 17 e ha arrestato l’ufficiale, un 49enne di Harmondsworth, nel West Drayton, con l’accusa di svolgere il proprio lavoro con livelli di alcool nel sangue superiori al limite prescritto.

“I poliziotti si sono precipitati sull’aereo e sono andati dritti verso la cabina di pilotaggio, il primo ufficiale è stato ammanettato e portato via” – ha riferito un portavoce della compagnia aerea ai giornali. L’inconveniente ha provocato un ritardo nella partenza, infine il volo è partito alle 22.56, due ore dopo l’orario previsto, e con un pilota sostitutivo alla cloche. Il portavoce ha anche approfittato dell’intervista per scusarsi con tutti i passeggeri presenti a bordo per il ritardo causato dall’inconveniente.

Rivoluzione Ryanair: addio al trolley in cabina gratis. Concessi solo borse e zainetti

Niente più trolley come bagaglio a mano sui voli Ryanair, a meno che non si apra il proprio portafoglio. È in arrivo infatti un significativo cambiamento per uno dei vettori low cost più importanti d’Europa. Da oggi, lunedì 15 gennaio, sarà possibile portare a bordo due bagagli a mano, solamente se si acquista il pacchetto Premium, altrimenti sarà solo possibile portare un piccolo bagaglio, come una borsetta o uno zaino, non il trolley, che verrà registrato e sistemato nella stiva gratuitamente. Il tutto direttamente al gate e senza comunque dovere imbarcare il bagaglio al check-in. Di fatto, quello che prima accadeva solo per alcuni passeggeri, (l’imbarco in stiva del bagaglio quando le cappelliere dell’aereo rischiavano di non avere abbastanza spazio per tutti), da lunedì avverrà per tutti i bagagli (esclusi borse e zainetti) di chi non avrà pagato il supplemento. Causando così peraltro anche un lavoro extra per il personale aeroportuale.

Occhio alle misure:

Inoltre la borsa piccola dovrà rientrare nelle dimensioni di 35 x 20 x 20 cm e dovrà poter essere sistemata sotto il sedile davanti al passeggero. Ai passeggeri che, invece, hanno acquistato i pacchetti Premium e i due bagagli a mano, Flexi Plus, Plus o Family Plus sarà consentito portare a bordo i due propri bagagli a mano, il trolley e la borsa con le misure consentite: il primo andrà nella cappelliera, il secondo sotto la poltrona davanti al passeggero.

Previste anche sanzioni:

La mancata osservanza di queste nuove regole comporterà il pagamento di una penale pari a €50 per articolo al gate di partenza, questo perché (spiega la compagnia) potrebbe causare ritardi per tutti i passeggeri a bordo.

CASO SMART BAGS «Batterie pericolose, no all’imbarco in stiva se non si possono staccare»

Ricaricano gli smartphone e i tablet, sono facilmente rintracciabili grazie al Gps incorporato, si auto-pesano, possono trasportare il proprietario verso il gate e si possono chiudere a distanza con il proprio cellulare. Ma le valigie intelligenti (chiamate “Smart bags”) sembrano essere anche pericolose, rischiando di prendere fuoco una volta ad alta quota, a causa della batteria agli ioni di litio all’interno. Per questo la IATA, l’associazione che riunisce l’83% delle compagnie aeree, sarebbe intenzionata ad annunciare il bando a partire dal 15 gennaio 2018 per tutte quelle con la batteria non removibile.

Da gennaio 2018

Dal 15 gennaio le Smart bags potranno essere imbarcate come bagaglio a mano, ma per mandarle in stiva bisognerà rimuovere la loro batteria, si legge nella bozza del documento della Iata e che è ancora oggi soggetta a modifiche dell’ultimo minuto. Ma se la batteria non si potrà togliere allora il bagaglio «intelligente» dovrà essere lasciato a terra perché classificato come oggetto proibito. Nei vettori più piccoli, con poco spazio nelle cappelliere, questo potrebbe trasformarsi in diversi bagagli respinti. Il divieto coinvolgerebbe anche le ricariche portatili dei telefonini e dei tablet.

Gli incidenti a bordo

Le batterie agli ioni di litio tornano così al centro dopo i dubbi sulla loro sicurezza in volo. Non sono pochi i casi di pile che hanno preso fuoco ad alta quota. Secondo la Faa, (l’ente federale americano per l’aviazione), nello spazio aereo Usa si verifica un incidente del genere ogni dieci giorni. Nei primi cinque mesi dell’anno hanno preso fuoco almeno 18 batterie. Nel 2016 erano state 31, quasi il doppio rispetto al 2015 (16).

IL PASSAPORTO ITALIANO E’ IL QUARTO PIU’ POTENTE AL MONDO

Tra i principali documenti ordinati di presentare all’imbarco per un volo, il passaporto, si sa, è il documento di viaggio per eccellenza, il più utilizzato dai turisti.

Nel nostro caso, il passaporto italiano, è come se fosse una “bacchetta magica” (anche piuttosto potente). Infatti permette di aprire ben 155 porte. Ed è il quarto più potente al mondo. Con quest’ultimo in tasca, possiamo visitare, viaggiare per lavoro o viaggiare alla ricerca di un nuovo lavoro, una discreta fetta del nostro pianeta.

Spesso si pensa di non avere le giuste capacità né gli strumenti, per muoverci nel mondo e fare carriera. Ebbene, uno strumento potente lo abbiamo e come, basta saperlo sfruttare. Infatti basti pensare che il nostro ha lo stesso valore del passaporto americano.

Più fortunati di noi? Ancora una volta, sono i tedeschi: il miglior passaporto al mondo infatti è proprio quello germanico. A riferirlo è Passport index: per i cittadini tedeschi, senza alcun bisogno di un visto, si aprono le porte di ben 158 Paesi. Tre in più di noi. Quali? La Mongolia, il Rwanda. Ma soprattutto l’India: un Paese da 1,2 miliardi di abitanti che il premier Narendra Modi sta riportando sugli scudi della crescita e che oggi si sta aprendo in maniera significativa agli investimenti esteri. Una meta emergente di primo piano, con un Pil che cresce più di quello cinese, e per il quale sarebbe bene che anche l’Italia potesse liberarsi dell’obbligo del visto.

Al secondo posto nel mondo c’è il passaporto svedese, seguito dai passaporti francese, inglese, svizzero e finlandese. Questi ultimi, tutti con un passepartout più di noi, 156 a 155. Ancora una volta è la porta per l’India a fare la differenza. Fanalino di coda l’Afghanistan: senza visti, permette di attraversare solo 24 frontiere.

Le prime impressioni dei passeggeri sul primo volo low cost Roma – New York

Il 9 Novembre alle 17.10 l’imbarco del volo DY 7023 delle 17.25. Cosa c’è di particolare? È il primo volo low cost intercontinentale dall’aeroporto di Fiumicino. A lanciare la sfida alle altre concorrenti è stata la Norwegian Air Shuttle, la compagnia divenuta famosa quest’estate perché è tra quelle che hanno sottratto piloti a Ryanair, (altro colosso a basso costo), mettendola in difficoltà. Ma già dall’imbarco è evidente che lo stile norvegese è differente da quello irlandese: più friendly e simpatico, anche se poi a bordo, per chi ha acquistato il biglietto con la tariffa base tutto è a pagamento esattamente come con gli irlandesi. Si paga la scelta del posto, si paga lo snack, se s’imbarca il bagaglio. Tra i passeggeri ci sono molti giovani, (non tantissimi dato che la Norwegian usa molto anche il canale delle agenzie di viaggio), che si faranno l’andata e ritorno con circa 300 euro, che per un volo di tale tratta, diretto, è oggettivamente un affare.

Al momento del decollo l’aereo è quasi pieno, 249 passeggeri in totale. Non pochi, se si pensa che si tratta del primo volo. In gran parte i viaggiatori sono italiani.

Come si vola? Al decollo, puntuale, la classe economy del 787 Dreamliner, con la nota disposizione di tre file da tre passeggeri, appare ai signori passeggeri pulita e gradevole. Lo spazio per i piedi è accettabile anche per un volo di nove ore e c’è anche lo schermo in ogni sedile per l’intrattenimento a bordo.

Qualcuno si è portato i biscotti, altri hanno ordinato il pasto, la maggioranza dei passeggeri però preferisce dormire. Di base è un volo low cost, ma c’è anche la categoria superiore, la Premium. Quest’ultima prevede sedili molto ampi e reclinabili (ma non a 180 gradi), due pasti e bevande, vino compreso. Ovviamente però in questo caso la tariffa sale, raddoppia, ma è comunque concorrenziale rispetto a quella dell’economy di una compagnia tradizionale. La competizione sui voli low cost a lungo raggio da ieri è cominciata anche a Fiumicino, ora si attende l’arrivo di altre compagnie a basso costo, a partire dalla spagnola Level che già collega Barcellona all’America Latina e agli Stati Uniti.

Sapevate che il prezzo del vostro volo dipende da come vi collegate?

Vi è mai capitato di controllare dall’ufficio il prezzo di un volo online e poi, a casa, vederlo aumentare dopo poche ore. O viceversa? Pensereste “nel frattempo qualcun altro avrà prenotato e i meno posti rimasti disponibili avranno fatto salire le tariffe”. Oppure, che l’offerta era terminata”. Beh niente di tutto questo. Il costo del biglietto aereo che volete acquistare cambia a seconda del luogo o dal dispositivo dal quale vi collegate. Informazioni dalle quali gli algoritmi dei siti di booking sono in grado di capire quanto siete in grado di spendere. Perciò se vi collegate con un nuovo fiammante tablet, dal centro della città, vi sarà proposto un prezzo più elevato rispetto a quello che trovereste navigando da un appartamento periferico con un vecchio pc. Ovviamente le compagnie aeree smentiscono, ma anche se la questione non fosse vera, rimane lo stesso molto curiosa.

  1. Più precisamente come funziona l’algoritmo?

– La geolocalizzazione dell’utente è una delle voci più importanti, infatti questo tipo di algoritmo riesce a differenziare il prezzo per l’utente, incrociando i dati del suo posizionamento (in centro o in periferia, in città o in campagna, al Nord o al Sud), con le fasce di reddito relative di ogni area.

Il dispositivo elettronico è un’altra variabile rilevante: su tablet e smartphone compare un prezzo diverso (di solito più caro, a parità di località) rispetto al computer. Così come influisce sul costo finale anche il sistema operativo: iOS, di Apple, è considerato relativamente appartenente ad una fascia medio-alta della popolazione a differenza di Android, che verrebbe utilizzato di più da chi ha una capacità di spesa inferiore.

Poi c’è la questione tempo. Le prenotazioni nei primi cinque giorni della settimana tendono a vedersela con tariffe più elevate: l’algoritmo ipotizza si tratti di trasferta di lavoro. Da venerdì sera a domenica sera la media si abbassa: l’incrocio dei big data immagina che si tratti di un viaggio di piacere o di un’esigenza famigliare.

Voli low cost e bagagli a bordo Piccola guida per non fare errori

Le novità sull’imbarco dei bagagli di Ryanair, in vigore dal 1° novembre hanno sollevato un discreto polverone tra i viaggiatori, preoccupati del fatto che le disposizioni alla fine si traducano in rincaro del biglietto. L’occasione è propizia per fare il punto della situazione sulle regole degli irlandesi volanti e di altre compagnie che vanno per la maggiore sul territorio nazionale, low cost o meno.

Ecco una piccolo vademecum di alcune delle più importanti compagnie aeree low cost e non da poter consultare:

Ryanair: Dal 1° novembre non si potranno più portare a bordo due bagagli, il classico trolley (55 per 40 per 20 centimetri) e la borsetta o un zainetto. O meglio, lo si potrà fare solo acquistando la priorità al prezzo di 5 euro e con fila dedicata. Chi non lo farà potrà portare a bordo il bagaglio più piccolo (massimo 35 per 20 per 20, borsetta o zaino, insomma) e dovrà invece stivare gratis quello più grande. Ryanair ha inoltre abbassato i costi del bagaglio stivato, da 35 a 25 euro e alzato il peso da 15 a 20 chili.

Easyjet: Da tempo accetta solo un bagaglio a mano a bordo, quindi borsette e zainetti devono essere cacciati dentro quello. Peso senza regole (ma non esagerate) e dimensioni standard.

Alitalia: bagaglio a mano da 8 chili ammesso in cabina più borsa di dimensioni contenute.

Vueling: (una pacchia) imbarco a bordo per bagaglio a mano da 10 chili, piccola borsa (35 per 20 per 20) e pure un sacchetto con gli acquisti al duty free.

Eurowings: Un solo bagaglio a mano e una borsa (o zainetto) di dimensioni contenute.

Norwegian Air: Nell’attesa del più volte ventilato accordo con Ryanair, a bordo si possono portare un bagaglio a mano da 10 chili (massimo 55 per 40 per 23) e una piccola borsa.

Blue Panorama: solo un bagaglio a mano di massimo 10 chili.

Wizzair: a bordo un solo bagaglio a mano e sacchetto acquisto del duty free: l’eventuale secondo bagaglio (borsetta o zaino) si paga.

Transavia: solo un bagaglio a mano da 10 chili

Il mistero della “pattuglia perduta”: i TBM Avengers

E’ uno dei misteri aeronautici più assurdi ed inspiegabili di tutti i tempi:

Alle 14.10 del 5 dicembre 1945, cinque TBM Avengers “chiamati in codice volo numero 19”, decollarono dalla base di Fort Lauderdale, in Florida, per un volo di addestramento.

Gli aerei, con diciannove persone a bordo, scomparvero senza lasciare traccia, e lo stesso accadde ai tredici uomini di un aereo di esplorazione che venne mandato alla ricerca della “pattuglia scomparsa” (che in realtà non era una pattuglia).

L’episodio lanciò una delle più grandi campagne di ricerca della storia, con centinaia di navi e aeroplani in centinaia di migliaia di chilometri quadrati. Diversi particolari aiutarono a nutrire la leggenda del volo 19: a quanto risultò dalle conversazioni radio con la base di Fort Lauderdale, circa novanta minuti dopo il decollo, i piloti sembrarono a non riconoscere più i punti di riferimento a terra.

La bussola del leader della spedizione Charles Taylor, l’unico veramente esperto del gruppo, non funzionava bene e la pattuglia si diresse verso il mare aperto, nonostante i tentativi d’aiuto della torre di controllo. Dopo diverse comunicazioni radio in cui i membri della pattuglia apparivano confusi e disorientati, i contatti con la base vennero persi. Un aereo di ricognizione si alzò in volo per andarli a cercare, ma dopo un messaggio radio a dieci minuti dal decollo anche di lui non si seppe più nulla. A grandi linee, i motivi della scomparsa del volo 19 sono stati ricostruiti.

Il dissenso tra Taylor e gli studenti sulla loro posizione, il malfunzionamento degli strumenti di bordo, l’inesperienza del gruppo e un peggioramento delle condizioni meteo; infine l’episodio fu all’origine della popolare leggenda del “triangolo delle Bermuda”.

Lufthansa acquista Air Berlin: Eurowings pronta a decollare

La compagnia aerea tedesca Lufthansa ha acquistato gran parte dell’insolvente Air Berlin.

Lo ha annunciato l’ad di Lufthansa, Carsten Spohr.

Tra i due vettori è stato firmato più di dieci giorni fa’ un contratto per acquisire la seconda compagnia aerea tedesca, insolvente dopo che il principale azionista Etihad Airways aveva negato ulteriori finanziamenti. “Per la Lufthansa è stato un grande giorno” – ha sottolineato Spohr – che con questo investimento intende fare un grande passo in avanti verso l’ampliamento del suo traffico aereo internazionale e non.

Lufthansa investirà 1,5 miliardi di euro per acquisire Air Berlin. Lufthansa prevede di destinare il proprio investimento per acquisizione di 81 aeromobili di Air Berlin – circa la metà della flotta – e assumere 3.000 dipendenti.

L’obiettivo dell’operazione è quello di potenziare in modo significativo la capacità della flotta di Eurowings (sussidiaria di Lufthansa) e compagnia in forte crescita in Europa, questa infatti è pronta ad acquisire ulteriori velivoli e ad assumere 1.300 lavoratori in più.

La flotta di Eurowings passerà dunque dagli attuali 160 a 210 aeromobili una volta finalizzata l’operazione e a seguito dell’acquisto di altri velivoli, di cui 189 a corto-medio raggio e 21 sul lungo raggio, diventando così la terza compagnia europea per traffico point-to-point.

Contemporaneamente il numero dei dipendenti crescerà dagli attuali 7.000 a circa 9.000. Il vettore attualmente conta una cinquantina di connessioni sul corto e medio raggio pianificate per l’estate 2018, oltre a collegamenti sul lungo raggio da Berlino e Monaco.

Le stime indicano un totale di 80.000 ulteriori voli e 12 milioni di passeggeri in più per anno, dati che faranno aumentare fino al +40% i volumi di traffico anche del Gruppo Lufthansa.

La compagnia aerea Monarch fallisce, a terra 110mila passeggeri

Monarch Airline, compagnia britannica nata 50 anni fa con oltre 2.100 dipendenti entra in amministrazione controllata. Oltre 300mila prenotazioni salteranno nelle prossime settimane e il governo inglese ha messo in piedi il rimpatrio dei clienti. Oggi tutti e 35 gli aerei sono fermi nei parcheggi degli aeroporti, dato che ora la compagnia è divenuta insolvente, (vedi Alitalia e Air Berlin), che però a differenza della Monarch, volano ancora. Tutti i velivoli quindi resteranno a terra, come accadde nell’ottobre del 2001 alla compagnia Swissair.

I contraccolpi ovviamente sono fortissimi e per i clienti che hanno già effettuato 300mila prenotazioni, inizia l’incubo della ricerca del volo alternativo. Per questo motivo, il governo di Sua Maestà ha messo in piedi una delle operazioni di rimpatrio più estese e complesse dai tempi della Seconda guerra mondiale.

Questo avvenimento colpisce in parte anche il nostro Paese: sono cinque infatti le rotte che dalla Gran Bretagna collegano gli aeroporti italiani: Roma Fiumicino, Napoli, Torino, Venezia e Verona. La compagnia dichiara che sta informando tutti i passeggeri e li sta invitando a “non recarsi in aeroporto” per nessun motivo a meno che non si è in possesso di un volo alternativo.

Ora si apre la caccia agli assett e agli slot, Per il momento sembra affiorare il profilo di Norwegian, la compagnia a basso costo norvegese che si sta imponendo come terza forza europea dei cieli.

Il gruppo potrebbe proporsi per acquisire il controllo del vettore ormai sull’orlo del fallimento.