Aeroporto di Peretola, sì definitivo: ampliamento e nuova pista si faranno

E alla fine il sì dal Ministero delle infrastrutture e trasporti è arrivato. Ad annunciarlo, con un lungo post su Facebook, il sindaco di Firenze Dario Nardella: “Ci siamo. Finalmente la Conferenza dei servizi ha approvato il Masterplan dell’aeroporto di Firenze. È un traguardo straordinario al quale siamo arrivati solo grazie alla tenacia e alla determinazione di molti di noi. Ringrazio tutta la città che mi ha incoraggiato e sostenuto nel portare avanti le nostre ragioni a favore di un progetto di ampliamento che porterà più di mille nuovi posti di lavoro e nuove opportunità di crescita per Firenze e la Toscana, e risolverà i problemi annosi che affliggono i cittadini di Brozzi, Quaracchi e Peretola. La strada è segnata: la Toscana avrà finalmente un sistema aeroportuale all’altezza grazie all’integrazione degli scali di Pisa e Firenze, contro ogni ottuso campanilismo e contro ogni tentativo di bloccare lo sviluppo per motivi politici”. Alla riunione hanno partecipato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’assessore regionale alle infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, lo stesso sindaco di Firenze Dario Nardella, il presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai e il vice-presidente esecutivo Roberto Naldi oltre a rappresentanti di tutti gli enti pubblici e delle società interessate.

Si chiudono così decenni di discussioni sull’aeroporto. Dallo Stato, rispetto ai 150 milioni di fondi annunciati in passato, ne dovrebbero arrivare meno, come dichiarato nei giorni scorsi dal ministro delle infrastrutture Toninelli. Più oneri finanziari ricadranno dunque sui privati invece che sul pubblico; l’investimento complessivo sarà di oltre 300 milioni di euro.

Viaggia in aereo con una pistola nel bagaglio a mano, il caso scatena una bufera politica

Per lui, probabilmente, si è trattato di una distrazione, ma per chi avrebbe dovuto controllare il suo bagaglio a mano si è trattato senza dubbio di una grave negligenza. Un passeggero ha preso un aereo, per un volo intercontinentale, con una pistola all’interno del bagaglio a mano, senza che nessuno della sicurezza se ne accorgesse. L’episodio, piuttosto grave per quanto riguarda la sicurezza aerea, ha finito per incendiare ulteriormente una polemica politica piuttosto accesa in questi giorni, quella relativa allo shutdown negli Stati Uniti.

Come riporta l’Independent, un passeggero, la cui identità non è stata resa nota, doveva prendere il volo da Atlanta, in Georgia, a Tokyo, in Giappone, lo scorso 3 gennaio. Una volta superati i controlli e raggiunto l’aereo, l’uomo si è reso conto di aver lasciato la propria pistola, regolarmente posseduta, all’interno del bagaglio a mano. Il fatto accaduto nella metà del mese di Gennaio scorso Peccato che nessuno dei dipendenti della Tsa, l’agenzia governativa per il controllo e la sicurezza aerea degli Stati Uniti, si sia accorto dell’arma da fuoco, riposta all’interno del bagaglio a mano.

Dopo la scoperta, il passeggero ha subito informato i membri dell’equipaggio e la Tsa è stata informata del fatto. La notizia ha scatenato una grande polemica, poiché per effetto dello shutdown, in diversi aeroporti degli Stati Uniti, diversi terminal sono stati chiusi per mancanza di personale. In alcuni casi, infatti, circa la metà dei dipendenti, che per effetto dello shutdown si sono visti congelare gli stipendi, si sono messi in malattia. La Tsa però fa sapere che lo shutdown non c’entra con l’episodio di Atlanta e che, rispetto all’anno scorso, la media di dipendenti assenti in tutto il paese è risultata più bassa. Ad ogni modo, l’agenzia ha fatto sapere di considerare l’episodio molto grave ed ha annunciato provvedimenti.

Aerei, così i voli costano di meno grazie ad una «falla» delle compagnie aeree

Il ragionamento è controintuitivo, ma i risultati sono pratici. Per andare da A a B, si paga di meno acquistando un volo da A a C con scalo a B. E si scende proprio a B, perdendo il secondo volo. Questo perché negli algoritmi delle compagnie aeree c’è una «falla» che consente di risparmiare un bel po’. In alcuni casi anche il 70%. Ma ad alcune condizioni, essere disposti a perdere un po’ di tempo a trovare la combinazione giusta, imbarcarsi solo con la valigia a mano ed effettuare una doppia prenotazione: una per l’andata, una per il ritorno.

L’indagine

Una «soluzione» che il noto quotidiano il Corriere della Sera può confermare dopo aver effettuato oltre cento simulazioni di acquisto attraverso i siti web dei più rilevanti vettori «tradizionali» del Vecchio Continente. Le prove (per avere una validità) sono state eseguite in contemporanea, considerando lo stesso giorno di partenza (31 gennaio), gli stessi scali d’interesse in decollo e atterraggio, lo stesso volo e la stessa classe di viaggio (Economica).

Il test

Le simulazioni, quindi. Prendiamo chi è interessato a volare da Bari a Milano Linate. Il collegamento diretto con Alitalia costa 92,7 euro. Ma cercando il Bari-Londra Heathrow, sempre con l’ex compagnia di bandiera, si scopre che c’è una soluzione con scalo a Milano Linate e che il primo tratto sarebbe a bordo dello stesso volo di prima e per una cifra totale di 58,06 euro. Il 37,4% in meno. Insomma: a parità di volo che ci interessa, si sborsa di meno sul Bari-Milano-Londra che sul Bari-Milano. E a questo punto converrebbe prendersi la seconda soluzione, scendere a Linate e perdersi il secondo volo per la capitale britannica.

Altri esempi. Da Firenze ad Amsterdam con Klm bisogna pagare 281,86 euro. Spingendosi oltre si risparmia: ed ecco che il Firenze-Amsterdam-Budapest, sempre con Klm e con lo stesso primo volo per la capitale olandese, verrebbe a costare 149,55 euro. Il 47% in meno.

Il fenomeno

Si chiama «hidden-city ticketing», il biglietto della città nascosta. È noto negli Usa, ma all’interno dei confini dello Stato. E qualche anno fa aveva visto United Airlines portare in tribunale il sito Skiplagged.com che aiutava i viaggiatori a sfruttare la «falla». Lo stesso però sta accadendo anche in Europa, sia a livello nazionale, che continentale. La pratica non è proibita. Dalla lettura delle condizioni di viaggio — il «contratto» che si firma al momento dell’acquisto del biglietto — non risulta vietato. Fonti di Alitalia fanno sapere che il problema è «noto da tempo ed è costantemente monitorato». E proprio per le «conseguenze che questo genere di comportamenti può avere sugli altri passeggeri» — in termini di posti sottratti e impatto sulle tariffe — sono state studiate «misure dissuasive» nei confronti di chi reitera questo genere di pratiche.

Viaggiare rende davvero felici: meglio che innamorarsi, sposarsi o avere figli. Una ricerca spiega perché

Viaggiare aumenta la conoscenza, la cultura e anche la nostra felicità. E non è una gioia momentanea, anzi: un viaggio regala una sensazione che dura molto più a lungo di altre esperienze considerate importantissime nella vita di una persona. E finalmente è arrivata anche una prova scientifica: viaggiare significa felicità duratura.

Secondo uno studio dal titolo “A Wonderful Life: Experiential Consumption and the Pursuit of Happiness” (Una vita bellissima: consumo esperenziale e la ricerca della felicità) pubblicato dal Journal of Consumer Psychology conferma che viaggiare porta moltissimi vantaggi, a partire da una maggiore energia, che viene riportato dal 94% degli intervistati. E il 70% del campione sottolinea che spendere in viaggi rende molto più felici che acquistare qualsiasi altro bene.

Sono state 17.000 le persone coinvolte nell’indagine, provenienti da 17 paesi diversi: per molti, viaggiare dona sensazioni più forti anche di un matrimonio o della nascita di un figlio. Quindi il viaggio è si una esperienza costosa, ma una di quelle che arricchiscono di più sul lungo periodo il patrimonio personale e culturale di ognuno di noi.

Voli di lusso ad un decimo del prezzo: il clamoroso errore di una compagnia aerea

A causa di un errore sul proprio sito web la compagnia aerea Cathay Pacific ha venduto alcuni biglietti di prima classe a costi praticamente ‘stracciati’, soprattutto a quanto previsto dal prezzo di partenza. Basti pensare che per un volo da Hong Kong al Portogallo con il medesimo vettore ci vogliono circa 16mila dollari, mentre un gruppo di fortunati viaggiatori, che ha comprato i biglietti nell’ultima settimana, hanno speso poco più  di 1.500 dollari.

Come riferisce la Bbc, si tratta della seconda volta nello stesso mese che sul sito web di Cathay Pacific avviene questo errore, con la compagnia che ha avviato un’indagine per scoprire le cause di questa sconveniente svista, assicurando gli utenti che provvedere ad onorare il contratto di vendita dei biglietti. I voli di prima classe da Lisbona a Hong Kong (via Londra, con un volo in coincidenza) sono stati proposti a 1.512 dollari, secondo il South China Morning Post. Un viaggio di prima classe a bordo di Cathayda Hong Kong a Francoforte costa 16.000 dollari.

Solo due settimane fa la compagnia aerea di Hong Kong ha fatto lo stesso errore offrendo posti in Classe business sui voli andata e ritorno dal Vietnam a New York per circa 675 dollari invece di 16.000 biglietti verdi. Anche in questo caso la compagna ha riconosciuto il suo “errore” confermando che avrebbe accolto i fortunati passeggeri a bordo. Non tutte le compagnie aeree hanno lo stesso approccio nel rimediare ai propri errori. Nel 2014, Singapore Airlines, ad esempio, ha onorato i biglietti venduti a meno della metà del prezzo. Ma l’anno successivo, la United Airlines ha annullato i biglietti transatlantici venduti per meno di 100 dollari da un “fornitore di software” .

Le compagnie aeree più puntuali: vince Copa Airlines (Panama), Tap la peggiore

I dati di Oag 

La statistica sulla puntualità è stata elaborata da Oag, società britannica di consulenza nell’aviazione. Sono considerati puntuali i voli partiti o arrivati entro 15 minuti dall’orario programmato. Oag ha analizzato i dati delle maggiori 250 per un totale di 58 milioni di voli fatti l’anno scorso. I voli cancellati sono considerati come ritardi. Sono considerate le compagnie per le quali risultino tracciabili i dati di almeno l’80% dei voli.

La prima in classifica

La compagnia panamense Copa Airlines è la più puntuale del mondo: nove voli su dieci sono partiti o arrivati in orario l’anno scorso. L’89,79% dei voli di Copa sono arrivati puntuali nel 2018.

airBaltic seconda
La numero due è la lituana airBaltic, con l’89,17%, che era la prima nel 2017, si conferma la prima in Europa. La terza è Hong Kong Airlines (88,11%), quarta Hawaiian Airlines (87,52%), l’unica compagnia del Nord America tra le prime dieci, quinta Bangkok Airways (87,16%).

Qantas e Klm tra le prime dieci
Dal sesto al decimo posto per puntualità troviamo l’australiana Qantas (85,65%), settimo è il gruppo di compagnie sudamericane Latam con sede a Santiago del Cile (85,60%), ottava la brasiliana Azul (85,21%), nona Qatar Airways (85,17%), decima la Klm (84,52%).

La peggiore, Tap Portugal 

La peggiore per puntualità è la Tap Portugal. La compagnia portoghese è la meno puntuale del mondo secondo i dati Oag, solo il 57,6% dei voli è partito o arrivato entro 15 minuti.

Ryanair, la peggior compagnia aerea nel Regno Unito secondo i consumatori

Ryanair è risultata essere la “peggior compagnia aerea a corto raggio nel Regno Unito”, in un sondaggio svolto dell’azienda specializzata in ricerche per i consumatori Which, su alcune migliaia di persone. Lo riporta la BBC. Non hanno fatto meglio le altri de grandi compagnie britanniche, Easyjet e British Airways, che si sono posizionate rispettivamente all’11.mo e al 15.mo posto su 19 compagnie aeree. La low cost ha battuto la compagnia di bandiera britannica per qualità del cibo, servizio clienti e rapporto qualità-prezzo. Ma entrambe hanno ottenuto punteggio basso per la scomodità dei sedili. In cima alla lista, Aurigny Air Service (una piccola compagnia che ha la sua sede a Guernsay, una delle isole della Manica), Swiss Airlines, Jet2 e KLM. Ryanair, che ha previsto di trasportare circa 141 milioni di passeggeri nel 2019, è stata bocciata per le lungaggini all’imbarco, la scomodità dei sedili, la qualità di cibo e bevande e l’ambiente in cabina.

Il bello è che è ormai il sesto anno consecutivo che Ryanair si piazza sull’imbarazzante podio. Ryanair, che trasporta più passeggeri di qualsiasi altra compagnia in Europa risulta essere anche la compagnia aerea con la quale la maggior parte dei consumatori si rifiuta di volare: il 70 per cento dei passeggeri che hanno risposto al sondaggio di “Which” ha dichiarato che non avrebbero mai più usato Ryanair.

Ryanair, dal canto suo, ha respinto con fastidio e anche un po’ di spocchia il sondaggio bollandolo come «non rappresentativo e senza valore». Ma questo di certo non aiuterà a restituire smalto all’immagine parecchio appannata della compagnia aerea che, aldilà delle sue continue invenzioni di marketing, non perde occasione per irritare i suoi clienti o potenziali tali.

Tendenze di viaggio: dove voleranno gli italiani per Natale e Capodanno?

Questo studio si fonda sui dati delle ricerche effettuate dai viaggiatori italiani sul proprio motore di ricerca, per i voli nel periodo compreso tra il 22 dicembre 2018 e il 7 gennaio 2019. I risultati di questa indagine sono le classifiche delle 10 destinazioni più ricercate e le 10 mete più convenienti da raggiungere.

Quali sono le mete preferite degli italiani?

Dalla classifica stilata dal team di esperti di Liligo, le destinazioni estere risultano in cima alle preferenze di viaggio degli italiani per il periodo natalizio con un podio che premia in particolare ParigiAmsterdam e Londra. Le 3 capitali europee sono seguite in classifica dalle sempre popolari Barcellona e New York, ma anche da mete più “calde” come Tenerife. Sorprende anche la presenza di Bucarest fra le prime dieci destinazioni.

Le mete italiane più ricercate

Mentre tra le mete nazionali più digitate per Natale e Capodanno, troviamo MilanoPalermo e Catania. Secondo gli specialisti, il successo delle due città siciliane è da imputare a diversi fattori, fra cui il piacevole clima mediterraneo, il boom turistico dell’isola negli ultimi anni, in continua crescita, ma anche il massiccio rientro per le vacanze natalizie dei tanti emigrati siciliani che risiedono nel continente.

Le destinazioni più economiche per Natale e Capodanno?

Al vertice della classifica sulle destinazioni più convenienti per i collegamenti aerei si piazzano tre città italiane: MilanoRoma e Napoli. Le destinazioni straniere più vantaggiose da raggiungere in aereo sono invece Bruxelles, Barcellona, Londra, Amsterdam, Parigi, Francoforte e La Valletta. Fra queste soltanto BarcellonaLondraAmsterdam e Parigi riescono a coniugare le tendenze di viaggio degli italiani con la convenienza dei collegamenti aerei.

I bagni degli aerei ristretti del 30% 
per far spazio a più sedili

La domanda che si pongono le compagnie è la stessa ovunque: come far trasportare più passeggeri in un velivolo per aumentare la redditività dei voli? Per anni si è lavorato sui sedili. File più ristrette, schienali più sottili, nessuna possibilità di reclinarli. Una stima della società di consulenza Tronos Aviation Consulting calcola che dentro un aereo di American Airlines ogni sedile in più genera ricavi aggiuntivi di 400 mila dollari l’anno. Ma alla fine tra le poltroncine c’è rimasto poco o null’altro da togliere. Così per trovare altro spazio i vettori, a partire dai colossi americani, stanno installando sui loro jet bagni sempre più di ultima generazione sì, ma che pure più piccoli, in alcuni casi molto più piccoli.

Le nuove misure

Per dire: se un bagno su un aereo della United aveva misure 1,22 metri x 86 centimetri, quelli nuovi hanno sempre la stessa base, ma larghezza ridotta di 25 centimetri (quindi 61 centimetri). Rendendo così ancora più complicata la vita dei genitori che si servono di quell’angolo anche per cambiare i pannolini ai propri bimbi. Lo spazio a disposizione nei bagni quindi si è ridotto con punte del 30% tra gli aeromobili per i voli di breve e medio raggio tra i vettori statunitensi. Tanto che la questione rischia di finire nelle aule di tribunale e del Congresso.

I benefici economici

American Airlines ha spiegato ai suoi investitori che aggiungendo dodici sedili nei suoi Boeing 737 e nove nei suoi Airbus A321 il ricavo complessivo aggiuntivo è di mezzo miliardo di dollari l’anno. Ricavi che però non accontentano i rappresentanti degli assistenti di volo. Infatti in un incontro tra la dirigenza e dipendenti di American, dichiara l’agenzia Bloomberg, un pilota ha detto al presidente che l’esperienza di volo sui nuovi aerei (con i bagni ridotti) «è la più miserabile del mondo: avete aggiunto 12 sedili, senza inserire un altro bagno e anzi li avete ridotti del 75% rispetto a quelli di prima».

Tutti i trend del comparto aereo per il 2019

Quali saranno i trend del 2019 per il settore dell’aviazione, in un contesto caratterizzato da forti incertezze come il caro fuel, la Brexit e i dazi? Ad indicarci le previsioni per il prossimo anno è Lori Ranson, senior analyst al CAPA-Center for Aviation, in occasione della convention annuale di Expedia svoltasi a Las Vegas nei giorni scorsi.

“Il prezzo del petrolio è sceso nelle ultime settimane, ma questo continuo altalenare pone una sfida alle compagnie aeree per pianificare una possibile implementazione della capacità dei posti a sedere e per definire le strategie di pricing“.

Il capitolo Brexit

Anche la Brexit incide sul mercato. Nonostante sembri che Uk e Usa abbiano raggiunto un accordo sui servizi aerei, nulla è ancora deciso. 

“A tutto ciò si aggiungono le tensioni sui dazi tra Stati Uniti e Cina (commenta Ranson). Secondo alcuni economisti, a fine 2019 vedremo un rallentamento dell’economia, ma per quello che riguarda le maggiori compagnie aeree americane, ovvero Delta e American Airlines, non sembrano sorgere preoccupazioni su un’eventuale riduzione del numero di operativi tra Usa e Cina”.

I mercati

L’Asia rimane infatti il mercato che in termini di traffico aereo cresce più velocemente, secondo le previsioni IATA, a partire dalla metà degli anni ’20, la Cina sorpasserà gli Usa, guadagnando il primo posto come mercato dell’aviazione più grande al mondo. 

“L’India invece, si posizionerà terza scalzando il Regno Unito intorno al 2024. Bene anche Indonesia e Thailandia, quest’ultima dovrebbe entrare nei top 10 market nel 2030 scavalcando l’Italia, quest’ultima destinata a perdere posizioni in classifica”.

EasyJet sta lavorando ad aerei elettrici per i voli a corto raggio

La low cost britannica EasyJet è sempre più green, quest’ultima fresca di alleanza con Virgin Atlantic, sta lavorando ad aerei elettrici che possano percorrere rotte a corto raggio. E non si tratta di rumors: a confermarlo è stato l’Amministratore Delegato Johan Lundgren. Per raggiungere quanto promesso, EasyJet sta lavorando con la compagnia americana Wright Electric: insieme, stanno progettando un aereo alimentato a batteria, per voli più brevi di due ore. Anno di lancio previsto, il 2027.

Ha richiesto un brevetto per un aereo di questo tipo, la Wright Electric. Un aereo che (se diventerà realtà) è destinato a cambiare il mondo dei viaggi aerei. Del resto, l’azienda ha già realizzato un aeromobile biposto completamente elettrico, e sta lavorando ad un modello da nove posti che (se tutto andrà bene) farà il suo primo volo nel 2019.

EasyJet crede che il progresso permetterà presto ai passeggeri di volare su veicoli elettrici attraverso tutta l’Europa. E che, la rotta più adatta ad un esperimento di questo tipo, sia la super battuta Londra – Amsterdam. «Guardando avanti, i progressi tecnologici nel volo elettrico sono davvero entusiasmanti e si stanno muovendo velocemente. Dall’aereo biposto, che sta già volando, al nove posti che volerà l’anno prossimo, il volo elettrico sta diventando una realtà e ora possiamo prevedere un futuro che non dipenda esclusivamente dal carburante dei jet», ha dichiarato Lundgren.

Wright Electric prevede che gli aerei elettrici saranno più silenziosi del 50%, e del 10% meno costosi per le compagnie aeree (sia a livello di acquisto che a livello di funzionamento), rispetto agli aerei tradizionali. Oggi, l’azienda sta lavorando al miglioramento delle batterie e alla realizzazione di un telaio per il velivolo che sia quanto più efficiente possibile per l’utilizzo con motori elettrici. Infatti, se gli aerei convenzionali a corto raggio hanno un grande motore a reazione al di sotto di ogni ala, quelli elettrici avrebbero diversi motori, più piccoli.

Ed ecco che, presto, quegli stessi aerei potrebbero essere realtà. In Europa, proprio tra le compagnie low cost.

Non è un bel momento per le compagnie aeree

L’aumento del costo del carburante e la mancanza di piloti

I molti fallimenti dell’ultimo anno, come spiega anche il noto sito specialistico Air Transport World hanno una cosa in comune: hanno coinvolto compagnie nate da relativamente poco, che hanno cercato di crescere velocemente e che hanno provato a passare dai voli charter ai voli di linea, e dalle tratte brevi a quelle a lungo raggio.

L’aumento del costo del carburante nel corso dell’ultimo anno ha avuto il ruolo principale in questa crisi, ed è stato dovuto fondamentalmente alla riduzione della produzione di greggio decisa da alcuni paesi dell’Opec (l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio): ciò ha causato l’aumento del prezzo del greggio che è arrivato a toccare quota 72 dollari al barile, il 18 per cento in più rispetto ad un anno fa.

La crisi di oggi non è paragonabile a quella del 2008, che provocò il fallimento di oltre 60 compagnie aeree in tutto il mondo, ma per le piccole non sarà meno dolorosa. Se infatti le compagnie più grandi in questi mesi hanno saputo resistere all’aumento del costo del carburante, anche grazie agli ottimi profitti avuti negli ultimi anni, per le piccole invece si è trattato di un ostacolo in molti casi insuperabile. La soluzione sarebbe alzare le tariffe dei voli, come hanno fatto quasi tutte le compagnie aeree nel 2018, ma in molti casi le più piccole non riescono nemmeno a coprire le spese per comprare il carburante necessario.

Il carburante però non è il solo problema che le compagnie stanno affrontando in questo periodo. Nel 2017 il numero di passeggeri ha superato gli 8 miliardi, come mai era successo prima, ma se la richiesta di voli è sempre maggiore a mancare sono proprio i piloti. Boeing, stima che nei prossimi venti anni serviranno 635mila nuovi piloti per i voli commerciali, ma addestrare nuovi piloti richiede molte ore di volo, e nel frattempo quelli che sono già abbastanza esperti sono pochi e molto richiesti dal mercato.

Ad approfittarne della crisi saranno quindi proprio le compagnie che operano su corto raggio, come Ryanair, e quelle più grandi che hanno una solidità finanziaria tale da resistere all’aumento delle spese. Le compagnie più grandi saranno inoltre facilitate dal fallimento di quelle più piccole perché avranno meno concorrenza sul mercato. Questo potrebbe portare a nuove fusioni, dopo quella già avvenuta nel 2017 in seguito al fallimento di Air Berlin, la seconda più grande compagnia aerea tedesca, rilevata dalla sua diretta concorrente, Lufthansa.