Cucciolo costretto a viaggiare nella cappelliera dell’aereo, muore in volo.

La compagnia americana United Airlines nella bufera: la hostess costringe madre e due figli ad inserire la borsa con il loro cucciolo di bulldog francese nella cappelliera per 3 ore di volo.

Il tutto è successo sul volo United 1284 da Houston a New York (LGA). Prima del decollo, per ragioni ancora da chiarire, l’assistente a bordo ha chiesto ai passeggeri di mettere la cuccia non sotto al sedile anteriore, ma nella cappelliera durante tutto il volo. I tre passeggeri hanno insistito a lungo sul fatto che là sopra il cane non avrebbe avuto aria a sufficienza per le tre ore di volo ma il personale è stato irremovibile.

Alcuni passeggeri hanno sentito diversi lamenti durante l’arco del volo. Una volta atterrati, più nessun suono. Mamma e figli chiamavano per nome, Rapacito, ma niente da fare, una volta aperta la borsa l’animale non si muoveva più. La madre e la figlia hanno tentato di rianimarlo, inutilmente.

Dopo aver realizzato che il loro cucciolo ormai non c’era più, i tre passeggeri hanno espresso la loro volontà di chiedere giustizia alla compagnia aerea per quanto accaduto.

La compagnia ha annunciato l’apertura di un’inchiesta interna. Dichiarando «Questa è una tragedia che non si sarebbe mai dovuta verificare», in un comunicato United. «Gli animali non vanno mai messi nelle cappelliere. Ci assumiamo la piena responsabilità per quanto accaduto ed esprimiamo le nostre più profonde condoglianze alla famiglia e ci impegniamo a dare loro tutto il supporto necessario». Il vettore americano promette di fare chiarezza. «Stiamo indagando per capire cosa e perché sia successo e per prevenire che questa vicenda accada di nuovo». La gravità dell’accaduto è collegata anche al fatto che non sono state rispettate proprio le norme che regolando la materia del trasporto di animali, previste dalla stessa United. Infatti gli animali in cabina devono stare in un contenitore e appoggiati nello spazio vuoto al di sotto del sedile anteriore e non messi nelle cappelliere come se fossero degli oggetti.

Anche altri passeggeri dello stesso volo, sui vari social come Facebook e Twitter, hanno espresso il loro cordoglio e dolore verso i padroni del cucciolo morto. Chiedendo anch’essi giustizia, con la speranza che un orrore del genere non si ripeta mai più.

Aerei sono sempre più puntuali, ma c’è un trucco

Le statistiche dicono che gli aerei viaggiano sempre più in orario e recentemente si era parlato dell’ottimo mese di Alitalia, che a gennaio era stata la compagnia aerea più puntuale al mondo. Tuttavia, questi risultati sono stati raggiunti in parte con un piccolo trucchetto di cui molti viaggiatori si sono già accorti: i tempi di percorrenza indicati dalle compagnie aeree sono più lunghi del necessario, in modo che anche in caso di intoppi sia possibile arrivare senza ritardo.

Ad esempio un volo Iberia 3256 da Madrid a Milano di domenica 4 marzo. (un’ora e ventisette minuti dopo il decollo, peraltro effettuato con 19 minuti di ritardo), l’Airbus A321 della compagnia spagnola tocca la pista di Linate. Quest’ultimo doveva arrivare alle 22.05. E non era la prima volta che quel volo arrivava in anticipo. Ed anche per questo Iberia lo scorso gennaio è stata la quarta compagnia più puntuale al mondo, secondo i dati di FlightStats. Una classifica dominata da Alitalia.

Quel che è certo è che Alitalia e quasi tutte le compagnie hanno migliorato i loro tassi di puntualità. Ma ricorrendo, anche, a un trucco «contabile»: allungando i tempi schedulati in media di 2030 minuti rispetto a quelli reali. Col risultato che l’aereo quando parte in orario arriva persino in anticipo.

Il confronto

Il dato emerge da un’indagine che il Corriere della Sera ha effettuato su centinaia di rotte dirette domestiche e internazionali, con compagnie di linea o low cost, nelle ultime settimane. Un esempio? Nel 1996 il tabellone dello scalo di Barcellona prevedeva una durata media di 55 minuti del volo per Madrid. Nel 2018 si è arrivati a 80. Ma la media effettiva di questi mesi (consultando il sito di tracciamento dei velivoli FlightRadar24) è 55 minuti. E ancora, se Air France ed easyJet schedulano un’ora e 35 minuti di volo tra Milano e Parigi, la media effettiva è di un’ora e undici minuti. Lo stesso per Roma-Tel Aviv: se El Al, Ryanair, Vueling e Alitalia fissano la percorrenza in 3 ore e 20-25 minuti, in realtà ci mettono tutte 2 ore e 46-49 minuti.

La versione delle compagnie

Diverse compagnie interpellate precisano che ognuna calcola la durata a modo suo: c’è chi considera il lasso di tempo tra la chiusura e l’apertura del portellone, chi quello tra il decollo e l’atterraggio. Molte sottolineano l’impatto ambientale: i jet volano a velocità ridotta, i motori non devono così andare al massimo e inquinano di meno.

IL Wi-Fi SARA’ MOLTO PIU’ VELOCE. ECCO LE MIGLIORI COMPAGNIE AEREE

Il Wi-Fi in volo sarà presto più veloce e più conveniente. Lo raccontano gli ultimi dati della piattaforma specializzata Routehappy che segnalano una crescita delle connessioni a 10mila metri e oltre sia in termini di quantità degli aeromobili predisposti che di velocità di collegamento. Al momento, secondo i dati del sito, su scala mondiale ci sono 82 compagnie che dispongono di apparecchi pronti per la connessione wireless. Sono ben 12 in più dello scorso anno (+17%). La probabilità di accomodarsi su un aereo che disponga di internet è tuttavia ancora bassa ma non troppo: è salita al 43% su scala internazionale. Negli Stati Uniti, al contrario che in Europa, è invece una realtà ormai diffusissima: quella copertura sale infatti all’86%. Non è un caso che i vettori a stelle e strisce offrano ormai da anni piani di abbonamento per accedere a internet in volo.

D’altronde, secondo i numeri diffusi di recente da Sita Onair, il 37% delle compagnie aeree aveva operato con aerei connessi già nel 2016 e si prevede che il dato raggiunga il 66% entro il 2019. Nel complesso, entro il 2025 più del 50% dei velivoli commerciali sarà connesso. Numeri che appaiono piuttosto in linea con quelli appena diffusi da Routehappy, che è il riferimento del settore, e che beneficiano del calo dei prezzi per router e hardware necessari alla predisposizione dei velivoli. Il risultato? Le grandi compagnie sono impegnate nell’allargamento della flotta e nell’aggiornamento della connessione, le piccole stanno lavorando sui propri mezzi.

La questione riguarda anche i due principali produttori mondiali, Airbus e Boeing, che ovviamente sfornano i loro nuovi apparecchi già pronti per offrire la connessione a internet ai viaggiatori. Fra le compagnie in vetta in termini di aeromobili ci sono Delta Air Lines, American Airlines ed Emirates. Delta ed Emirates figurano, secondo il rapporto appena diffuso, fra le 13 compagnie che offrono il Wi-Fi su tutti i voli di lungo raggio. Le altre sono Air Europa, Etihad, Eurowings, Eva Air, Iberia, Kuwait, Lufthansa, Sas, Scoot, United e Virgin Atlantic. Se dovete andare dall’altra parte del mondo e non ce la fate a staccarvi dallo smartphone, sapete chi scegliere.

L’ITALIA NELLA MORSA DEL GELO, NUMEROSI RITARDI E CANCELLAZIONI

Con l’arrivo di Burian, l’anticiclone russo-siberiano, che sta letteralmente imbiancando l’intera penisola, si sono presentati anche gli inevitabili disagi collegati ai ritardi e (per alcune compagnie) cancellazioni dei voli di oggi.

Infatti la nevicata di questa notte sta mettendo alla prova i principali aeroporti nazionali, come ad esempio Fiumicino e Ciampino, che sono comunque operativi ma in maniera limitata dato che è ancora in corso la pulizia delle varie piste. Adr, via Twitter, invita i passeggeri a contattare le compagnie aeree e le società di gestione aeroportuale prima di raggiungere gli scali, in modo da avere la situazione aggiornata dei propri voli. Al momento ci sono difficoltà anche per raggiungere gli aeroporti.

Inoltre L’ENAC comunica lo stop dei voli Ryanair a Ciampino in relazione alle avverse condizioni meteo, quest’ultimo lo rende noto attraverso le proprie Direzioni Aeroportuali che continuano a monitorare l’evolversi della situazione rispetto al traffico aereo, in coordinamento con la Protezione Civile e con le società di gestione aeroportuale. Già da alcuni giorni l’Ente ha attivato, per quanto di competenza e in raccordo con l’Enav, le società di gestione, le compagnie aeree e gli altri operatori attivi sugli scali, i piani anti-neve approvati dall’Ente e tutte le azioni mirate a programmare in anticipo le attività specifiche in caso di emergenza, tra cui ad esempio, il mantenimento delle piste libere dalla neve e le operazioni di de-icing (sghiacciamento) delle ali degli aeromobili.

Da una prima ricognizione sugli aeroporti principali, al momento sono operativi quasi tutti gli scali principali, tra cui, Milano Malpensa, Linate, Bergamo, Bologna, Genova, Torino con ritardi dovuti al de-icing, insieme agli aeroporti del Nord Est, Pisa, Firenze, Reggio Calabria, quelli della Sicilia e della Sardegna. Non operativi invece gli scali di Perugia e Pescara, che riapriranno a breve.

Sono in corso anche le operazioni di de-icing degli aeromobili e vi sono dei ritardi rispetto agli orari di programmazione dei voli.

Ricordiamo che in casi come questi, soprattuto per tutti i passeggeri che sono rimasti bloccati all’estero, le compagnie aeree devono offrire assistenza secondo quanto previsto dal Reg. Europeo 261/04 artt. 8 e 9, quali:

  • Pasti e bevande in congrua relazione alla durata dell’attesa;
  • Sistemazione in albergo: (qualora siano necessari uno o più pernottamenti);
  • Trasporto tra l’aeroporto e il luogo di sistemazione (albergo o altro).
  • Inoltre, il passeggero ha diritto ad effettuare a titolo gratuito due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica.
  • Riprotezione il prima possibile per il luogo di partenza iniziale. Ogni passeggero può anche ricomprare di tasca propria il biglietto di rientro con qualsiasi altra compagnia e chiedere successivamente il rimborso della spesa sostenuta.

Le Direzioni Aeroportuali e la Direzione Generale dell’ENAC continueranno comunque a monitorare la situazione nel corso della giornata per verificare che le persone coinvolte nei casi di ritardi e cancellazioni fisiologici dovuti al maltempo, siano informate sull’operatività dei propri voli e quindi assistite.

Alitalia, a Gennaio è stata la compagnia più puntuale al mondo

La compagnia più puntuale

Da tempo la principale compagnia aerea italiana è in gravi difficoltà finanziarie per via di scelte azzardate e superficiali, sia da parte della dirigenza sia del governo, che detiene ancora alcune quote tramite le Poste (uno dei principali azionisti della società). Nonostante il travaglio di questi mesi, quest’ultima ha dato dimostrazione ad anno nuovo, di voler cambiare rotta. Infatti a Gennaio 2018 è stata la compagnia più puntuale al mondo. Questo è quanto attesta la piattaforma specializzata sui dati statistici di voli aerei FlightStats, sito curato dalla rivista di aeronautica FlightGlobal; che calcola che nel mese scorso Alitalia ha fatto atterrare in tempo (cioè con non più di 14 minuti di ritardo rispetto all’orario stabilito) il maggior numero di voli: quasi 92 su 100 (sui 14.801 operati dal vettore nell’intero primo mese dell’anno). Il restante 8,11% è invece giunto a destinazione con un ritardo maggior di un quarto d’ora.

Le inseguitrici

Al secondo posto in questa classifica c’è Qatar Airways, con un tasso di puntualità dell’87,88%. Altre prestigiose compagnie europee come Lufthansa e Turkish Airlines sono più indietro, rispettivamente con l’82,96 e il 72,03 per cento.

Non è la prima volta che Alitalia ottiene risultati del genere: nei primi mesi del 2017, ad esempio, era risultata la terza compagnia europea più puntuale dopo Iberia e Austrian Airlines. In generale in tutto il 2017 ha tenuto percentuali di puntualità molto alte, spesso superiori all’80 per cento.

easyJet – Air France – Klm – Delta in pole

Intanto vanno avanti i contatti tra i tre commissari straordinari di Alitalia e i potenziali acquirenti della compagnia. La partita è a due: da un lato una cordata tra la low cost inglese easyJet, i franco-olandesi di Air FranceKlm, l’americana Delta Air Lines e forse il fondo statunitense Cerberus. Dall’altro lato il gruppo Lufthansa che, però, ha posto diverse condizioni al management tricolore prima di sottoscrivere un impegno formale. Condizioni che, vedono ora in pole position la cordata europea-americana che potrebbe chiedere ai commissari straordinari ed al governo italiano (uscente) di avviare il negoziato in esclusiva.

Aerei, come saranno i voli del futuro?

Come voleremo nel (prossimo) futuro?

L’esperienza di viaggio a 10mila metri e oltre è cambiata e sta cambiando significativamente, in questi ultimi anni. Questa metamorfosi è frutto di stili di vita, preferenze commerciali, atteggiamenti e ovviamente tecnologia. Ad ogni modo ciò che ci aspetta dietro l’angolo, nonostante i titoli dei giornali e gli affascinanti rendering che ci fanno sognare, non è (purtroppo) roba da fantascienza. L’aviazione del prossimo futuro, diciamo da qui a una ventina d’anni, è destinata a rimanere molto simile a se stessa. Lo ha confermato il Mit in una serie di ricerche finanziate anche dalla Nasa, infatti anche se oggi guardassimo da vicino un aereo del 2035, sarebbe difficile trovare la differenza con quelli attuali ma i miglioramenti strutturali, elettronici ed ecologici sarebbero a dir poco rivoluzionari. Si parlerà insomma di efficienza e silenziosità, maggiore capacità di carico e più versatilità in termini di possibilità di atterraggio sulla maggior parte delle piste del mondo.

Materiali e consumi

Per esempio, gli aerei del prossimo futuro saranno costruiti in Sma (shape memory alloys), leghe a memoria di forma, cioè leghe speciali che mantengono la memoria nella forma e la riacquistano quando vengono sottoposte ad alte temperature; a nanotubi di carbonio e con materiali compositi, sempre in fibra di carbonio, in grado di reagire alle sollecitazioni e ripararsi da soli, almeno in piccola parte. Boeing e Airbus stanno incrementando l’impiego di questi materiali già sui velivoli in costruzione. Ancora, gli apparecchi impatteranno meno sull’ambiente tagliando il 75% di ossidi di azoto e il 70% di carburante in meno.

La situazione del wi-fi a bordo

In termini di tecnologie in volo, invece, se il wi-fi è ormai una realtà (anche se ancora molto poco in Europa) rimane ovviamente la differenziazione sugli apparecchi equipaggiati e sulle tariffe richieste. Secondo i numeri diffusi da Sita Onair, il 37% delle compagnie aeree nel 2016 ha operato con aerei connessi e si prevede che il dato raggiunga il 66% entro il 2019. In generale, entro il 2025 più del 50% dei velivoli commerciali sarà connesso.

Finestrini e maggiordomi al posto di steward e hostess

Magari di pannelli hi-tech, per esempio Oled, ce ne saranno ancora ma serviranno ad aggiornare i finestrini, trasformandoli in schermi (per Airbus giganteschi) che ci passano informazioni, per esempio sui luoghi che stiamo sorvolando, ripresi da videocamere esterne, con indicazioni precise, e si scuriscono o illuminano con un pulsante pensionando gli sportelli di plastica. Una robotizzazione che potrebbe toccare anche hostess e steward, sostituiti da carrelli automatizzati, con maggiordomi in grado di dispensare pasti, bevande e gadget ai passeggeri, recuperando i rifiuti verso la fine del volo.

Google Flights prevederà i ritardi dei voli grazie all’intelligenza artificiale

Google non ti dirà solo quando i voli saranno in ritardo, sarà in grado di prevederlo. La piattaforma Flights, sarà potenziata da una nuova funzionalità che sfrutterà l’intelligenza artificiale e il machine learning.

In sostanza, grazie all’analisi dello storico di determinate rotte, Google potrà effettuare una stima sulle probabilità che un volo, in un certo giorno, sia in ritardo o meno. Altre piattaforme specializzate effettuano già calcoli di questo genere, la differenza è che il motore di ricerca più famoso del mondo, ci mette la sua potenza di calcolo per rendere una banale statistica in un’indicazione viva, focalizzata sul giorno specifico, che ci arriva in tempo reale sullo smartphone o incorporata alle ricerche.

In questo caso, alle compagnie non converrà fare troppo le furbe con gli orari schedulati. Mountain View fornirà stime in tempo reale sui possibili ritardi. C’è dell’altro, un’altra opzione arricchisce l’esperienza d’uso di flights, entrando nel vivo di una delle grandi tendenze di questo periodo: quella che ruota intorno alla tariffa “basic economy”. Un po’ come fanno piattaforme quali Routehappy, anche Google Flights spiegherà nel dettaglio cosa si intenda con quella misteriosa etichetta. Ovvero quali servizi siano effettivamente previsti pagando una certa cifra per la cosiddetta “terza classe” in volo. Si inizierà con le compagnie di casa American, Delta e United.

Tornando ai ritardi, secondo un post sul blog ufficiale la previsione mescolerà dati storici dei ritardi dei voli per individuare pattern comuni nelle partenze che non rispettano i programmi. Meteo, luogo, arrivo dell’aeromobile, molti gli elementi considerati. Quando gli algoritmi stimeranno nell’80% la probabilità di un ritardo, l’informazione verrà visualizzata nella scheda riepilogativa che visualizziamo quando cerchiamo numero del volo (ad esempio AZ 254), rotta (Milano – Bruxelles) o compagnia (Alitalia) su Google.

Aerei, la Norvegia punta ad avere solo voli “elettrici” entro il 2040

La Norvegia, Paese che ha accumulato la sua ricchezza grazie all’oro nero, da tempo ha preso in seria considerazione le tematiche ambientali e posto l’accento sugli investimenti lontani da petrolio e affini. Ora fa’ un ulteriore passo in questa direzione: il trasporto aereo a corto raggio del Paese dovrà utilizzare esclusivamente aerei al 100% elettrici entro il 2040.

Lo hanno indicato le autorità aeroportuali norvegesi, confermando il ruolo pionieristico del paese scandinavo nella mobilità elettrica. Avinor, l’organismo pubblico che gestisce gli aeroporti norvegesi, ha l’ambizione di essere il primo al mondo a rendere elettrico il trasporto aereo, questo è quanto sostiene Dag Falk-Petersen, numero uno di Avinor. Si stima che tutti i voli della durata fino a un’ora e mezza potranno essere fatti con aerei completamente elettrici, infatti tale durata è sufficiente per effettuare i collegamenti interni nel paese e per quelli con le altre capitali scandinave.

Avinor lancerà una gara per aprire una rotta commerciale operata da un piccolo velivolo (19 posti) a propulsione elettrica, che farà dei test di volo a partire dal 2025. La Norvegia, più grande produttore di petrolio dell’Europa occidentale, è paradossalmente all’avanguardia sulla mobilità elettrica. Nel 2017, nel paese più della metà dei veicoli immatricolati è stato elettrico o ibrido.

Secondo le statistiche ufficiali, il trasporto aereo interno rappresenta il 2,4% delle emissioni nocive del paese, dato che raddoppia considerando anche il traffico internazionale. Con questo progetto di Avinor, punta ad abbattere almeno le emissioni dovute al trasporto aereo nazionale.

volo British Airways con 300 passeggeri pronto al decollo: la polizia arresta in tempo il pilota ubriaco

Poteva trasformarsi in un incubo il viaggio di 300 passeggeri a bordo di un aereo della B.A. che stava per decollare da Londra in direzione Mauritius per un volo di 11 ore: pochi istanti prima che l’aereo lasciasse l’aeroporto di Gatwick, la polizia ha fatto irruzione nella cabina di pilotaggio per ammanettare il pilota che stava per mettersi alla cloche ubriaco.

L’allarme è scattato poco dopo le 20.00 di giovedì 18 gennaio, quando la polizia ha ricevuto una chiamata da alcuni colleghi della compagnia aerea preoccupati per la sicurezza dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio a bordo del Boeing 777 in partenza: nella telefonata si chiedeva l’intervento delle forze dell’ordine in quanto c’erano dei sospetti che il pilota fosse ubriaco. La polizia del Sussex ha raggiunto il gate 17 e ha arrestato l’ufficiale, un 49enne di Harmondsworth, nel West Drayton, con l’accusa di svolgere il proprio lavoro con livelli di alcool nel sangue superiori al limite prescritto.

“I poliziotti si sono precipitati sull’aereo e sono andati dritti verso la cabina di pilotaggio, il primo ufficiale è stato ammanettato e portato via” – ha riferito un portavoce della compagnia aerea ai giornali. L’inconveniente ha provocato un ritardo nella partenza, infine il volo è partito alle 22.56, due ore dopo l’orario previsto, e con un pilota sostitutivo alla cloche. Il portavoce ha anche approfittato dell’intervista per scusarsi con tutti i passeggeri presenti a bordo per il ritardo causato dall’inconveniente.

Rivoluzione Ryanair: addio al trolley in cabina gratis. Concessi solo borse e zainetti

Niente più trolley come bagaglio a mano sui voli Ryanair, a meno che non si apra il proprio portafoglio. È in arrivo infatti un significativo cambiamento per uno dei vettori low cost più importanti d’Europa. Da oggi, lunedì 15 gennaio, sarà possibile portare a bordo due bagagli a mano, solamente se si acquista il pacchetto Premium, altrimenti sarà solo possibile portare un piccolo bagaglio, come una borsetta o uno zaino, non il trolley, che verrà registrato e sistemato nella stiva gratuitamente. Il tutto direttamente al gate e senza comunque dovere imbarcare il bagaglio al check-in. Di fatto, quello che prima accadeva solo per alcuni passeggeri, (l’imbarco in stiva del bagaglio quando le cappelliere dell’aereo rischiavano di non avere abbastanza spazio per tutti), da lunedì avverrà per tutti i bagagli (esclusi borse e zainetti) di chi non avrà pagato il supplemento. Causando così peraltro anche un lavoro extra per il personale aeroportuale.

Occhio alle misure:

Inoltre la borsa piccola dovrà rientrare nelle dimensioni di 35 x 20 x 20 cm e dovrà poter essere sistemata sotto il sedile davanti al passeggero. Ai passeggeri che, invece, hanno acquistato i pacchetti Premium e i due bagagli a mano, Flexi Plus, Plus o Family Plus sarà consentito portare a bordo i due propri bagagli a mano, il trolley e la borsa con le misure consentite: il primo andrà nella cappelliera, il secondo sotto la poltrona davanti al passeggero.

Previste anche sanzioni:

La mancata osservanza di queste nuove regole comporterà il pagamento di una penale pari a €50 per articolo al gate di partenza, questo perché (spiega la compagnia) potrebbe causare ritardi per tutti i passeggeri a bordo.

CASO SMART BAGS «Batterie pericolose, no all’imbarco in stiva se non si possono staccare»

Ricaricano gli smartphone e i tablet, sono facilmente rintracciabili grazie al Gps incorporato, si auto-pesano, possono trasportare il proprietario verso il gate e si possono chiudere a distanza con il proprio cellulare. Ma le valigie intelligenti (chiamate “Smart bags”) sembrano essere anche pericolose, rischiando di prendere fuoco una volta ad alta quota, a causa della batteria agli ioni di litio all’interno. Per questo la IATA, l’associazione che riunisce l’83% delle compagnie aeree, sarebbe intenzionata ad annunciare il bando a partire dal 15 gennaio 2018 per tutte quelle con la batteria non removibile.

Da gennaio 2018

Dal 15 gennaio le Smart bags potranno essere imbarcate come bagaglio a mano, ma per mandarle in stiva bisognerà rimuovere la loro batteria, si legge nella bozza del documento della Iata e che è ancora oggi soggetta a modifiche dell’ultimo minuto. Ma se la batteria non si potrà togliere allora il bagaglio «intelligente» dovrà essere lasciato a terra perché classificato come oggetto proibito. Nei vettori più piccoli, con poco spazio nelle cappelliere, questo potrebbe trasformarsi in diversi bagagli respinti. Il divieto coinvolgerebbe anche le ricariche portatili dei telefonini e dei tablet.

Gli incidenti a bordo

Le batterie agli ioni di litio tornano così al centro dopo i dubbi sulla loro sicurezza in volo. Non sono pochi i casi di pile che hanno preso fuoco ad alta quota. Secondo la Faa, (l’ente federale americano per l’aviazione), nello spazio aereo Usa si verifica un incidente del genere ogni dieci giorni. Nei primi cinque mesi dell’anno hanno preso fuoco almeno 18 batterie. Nel 2016 erano state 31, quasi il doppio rispetto al 2015 (16).

IL PASSAPORTO ITALIANO E’ IL QUARTO PIU’ POTENTE AL MONDO

Tra i principali documenti ordinati di presentare all’imbarco per un volo, il passaporto, si sa, è il documento di viaggio per eccellenza, il più utilizzato dai turisti.

Nel nostro caso, il passaporto italiano, è come se fosse una “bacchetta magica” (anche piuttosto potente). Infatti permette di aprire ben 155 porte. Ed è il quarto più potente al mondo. Con quest’ultimo in tasca, possiamo visitare, viaggiare per lavoro o viaggiare alla ricerca di un nuovo lavoro, una discreta fetta del nostro pianeta.

Spesso si pensa di non avere le giuste capacità né gli strumenti, per muoverci nel mondo e fare carriera. Ebbene, uno strumento potente lo abbiamo e come, basta saperlo sfruttare. Infatti basti pensare che il nostro ha lo stesso valore del passaporto americano.

Più fortunati di noi? Ancora una volta, sono i tedeschi: il miglior passaporto al mondo infatti è proprio quello germanico. A riferirlo è Passport index: per i cittadini tedeschi, senza alcun bisogno di un visto, si aprono le porte di ben 158 Paesi. Tre in più di noi. Quali? La Mongolia, il Rwanda. Ma soprattutto l’India: un Paese da 1,2 miliardi di abitanti che il premier Narendra Modi sta riportando sugli scudi della crescita e che oggi si sta aprendo in maniera significativa agli investimenti esteri. Una meta emergente di primo piano, con un Pil che cresce più di quello cinese, e per il quale sarebbe bene che anche l’Italia potesse liberarsi dell’obbligo del visto.

Al secondo posto nel mondo c’è il passaporto svedese, seguito dai passaporti francese, inglese, svizzero e finlandese. Questi ultimi, tutti con un passepartout più di noi, 156 a 155. Ancora una volta è la porta per l’India a fare la differenza. Fanalino di coda l’Afghanistan: senza visti, permette di attraversare solo 24 frontiere.