Nuovo cambio delle regole per Ryanair: ora si pagherà per il bagaglio in cabina

Se finora chiunque poteva imbarcare il proprio bagaglio a mano in stiva senza alcun costo aggiuntivo, se avete in programma un viaggio con la compagnia low cost irlandese dopo il 1° novembre, è bene sapere che non potete più farlo. In cabina si potrà portare solo una piccola borsa o uno zainoDa gennaio, chiunque volesse portare con sé il proprio trolley si vedeva “costretto” a pagare l’imbarco prioritario, al costo di 6 euro in più sul prezzo del biglietto. In caso contrario, il proprio bagaglio veniva prelevato e imbarcato in stiva, gratuitamente. Questa procedura aveva già causato alcuni malumori tra i passeggeri che, per non perdere tempo al momento dell’imbarco e dell’arrivo a destinazione, decidevano di acquistare la priorità.

Dal 1° novembre, invece, non cambiano le regole per chi acquista un biglietto con imbarco prioritario, ma, chi non lo fa e vuole imbarcare un secondo bagaglio a mano, oltre a una piccola borsa, deve pagare un sovrapprezzo che va dagli 8 ai 10 euro. Questa misura è stata adottata perché la compagnia sta riscontrando troppi ritardi dovuti proprio alle operazioni di imbarco dei bagagli.

Resta il limite di 10 kg sul secondo bagaglio a mano e le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, nel caso in cui si superi il peso, si arriva a pagare circa 25 euro.

Per tutti coloro che hanno già dei voli prenotati in date successive al 1° novembre, la compagnia dà la possibilità di mettersi in regola e pagare il costo aggiuntivo o, se decide di rinunciare al viaggio, può farsi restituire l’intero costo del biglietto.

Ryanair sostiene che questo cambiamento non porterà alcun vantaggio economico alla compagnia ma serve solo a ridurre i tempi di permanenza in aeroporto.

Ultimatum Enac alla compagnia aerea low cost Volotea : “Stop ai voli se continuano i disservizi”

Se non è un ultimatum, poco ci manca. L’Enac “avverte” la compagnia aerea low cost spagnola Volotea: l’ente nazionale per l’aviazione civile ha infatti inviato una lettera alla compagnia aerea a seguito dei numerosi disservizi durante la prima parte della stagione estiva, minacciando la sospensione dei voli in Italia a partire da metà settembre.

Nella missiva, l`Enac ha informato il vettore che “qualora dovessero perdurare tali disservizi e in assenza di un piano correttivo, tenuto conto dei disagi causati ai passeggeri e dei disservizi creati negli aeroporti, a partire dal 15 settembre la compagnia Volotea dovrà sospendere ogni attività di vendita e di volo in Italia e provvedere alla riprotezione di tutti i passeggeri già in possesso di titolo di viaggio”.

La replica di Volotea

“La nostra compagnia è sempre a disposizione delle autorità competenti per fornire ogni dettaglio e informazione utile” e conferma che “la mission e l’impegno della compagnia sono sempre rivolti a fornire il servizio migliore ai propri clienti e, infatti, è riconosciuta da TripAdvisor e dai propri clienti anno dopo anno”. Ma, come per tutte le compagnie aeree, “non è sempre possibile evitare i disservizi quando la situazione dell’Air Traffic Control e altri fattori esterni incidono sulle operazioni e sulla capacità di trasporto”. E’ quanto dichiara la compagnia spagnola dopo l’ultimatum ricevuto dall’Enac.

il vettore, attualmente opera 155 rotte in Italia, di cui 52 domestiche, collegando città italiane di medie e piccole dimensioni tra loro e con diverse destinazioni in Europa. La compagnia dichiara di aver rafforzato i collegamenti diretti tra queste destinazioni e di coprire tratte non servite da altri vettori. Per operare i suoi voli, inoltre, la compagnia dichiara di utilizzare aeromobili della migliore qualità, così come fornitori, personale e risorse proporzionate al fine di portare avanti la sua attività al di sopra degli standard medi in termini di operazioni, supporto ai clienti, sicurezza, tutela e attività di manutenzione.

Ruba un aereo, decolla da Seattle e poi si schianta al suolo: inseguito dai caccia

Un aereo della Alaska Airlines è decollato senza autorizzazione dall’aeroporto internazionale Seattle-Tacoma international airport di Seattle per poi andare a schiantarsi dopo circa un’ora di volo nello stato di Washington. A bordo dell’Horizon Air Q400 c’era solamente un impiegato dei servizi di terra. Le autorità inizialmente avevano detto che si trattava di un meccanico. Testimoni hanno riferito di aver visto l’aereo inseguito da aerei militari. Tutta l’azione sembrerebbe un suicidio (spettacolare) e non un atto di terrorismo: resta comunque inquietante il fatto che il pilota sia riuscito a prendere il controllo dell’aereo.

Il velivolo era della compagnia Horizon, partner dell’Alaska Airlines, e si trovava in una zona di manutenzione dell’aeroporto quando è stato preso. Non era programmato per il volo di passeggeri. Il responsabile dell’incidente, di 29 anni, comunicando con la torre di controllo aveva mostrato segni di squilibrio: «Molte persone si preoccupano per me, non vorrei deluderle ma sono semplicemente un ragazzo guasto, con qualche vite allentata, credo». Poi si è rifiutato di atterrare nella vicina base militare spiegando: «Quei ragazzi mi picchieranno se atterro là». Poi si era detto preoccupato per la mancanza di benzina, ma ha anche scherzato chiedendosi se la compagnia lo avrebbe assunto se fosse atterrato correttamente. Durante il volo, sono stati chiusi sia l’aeroporto che lo spazio aereo circostante e aerei da combattimento si sono alzati in volo per seguirlo e prevenire qualsiasi azione pericolosa. Lo sceriffo della contea, Paula Pastor, ha assicurato che non c’era alcuna indicazione che la persona che volava sull’aereo intendesse danneggiare qualcosa o qualcuno: «Ha fatto qualcosa di sciocco e potrebbe aver pagato con la sua vita». Mentre è prevista un’indagine penale, il National Transportation Safety Board cercherà di avere una ricostruzione più dettagliata dell’incidente. Saranno anche affrontati i problemi di sicurezza sollevati dall’episodio.

La beffa del supplemento carburante: perché volare costa sempre di più?

Non è una novità, come tutti sappiamo le compagnie aeree devono affrontare il costo del cherosene che pesa per il 25-30% sui costi totali, oltretutto devono ostacolare i prezzi variabili del barile. Da qui nasce il ben noto supplemento carburante che tutti i viaggiatori più o meno frequenti conoscono. Da vari mesi ormai, tale costo è aumentato e le compagnie, durante il convegno annuale della Iata, hanno di fatto spiegato l’aumento dei costi dei biglietti aerei ma c’è un ma; la maggior parte dei vettori, soprattutto per accaparrarsi il carburante a prezzi ribassati, ricorrono al fuel hedging, ossia un contratto in cui si acquista un tot di carburante ad un prezzo bloccato per diversi mesi e fino a 1 anno e mezzo. In poche parole il carburante che ora le compagnie starebbero usando dovrebbe essere stato acquistato prima di gennaio, periodo in cui i prezzi dello stesso hanno iniziato il percorso in salita, ma nonostante ciò i biglietti costano di più.

Tutto ciò cosa comporta? Ad agosto 2018 rispetto al gennaio 2016 il supplemento è passato da una media di 188 a quasi 260 euro (+37,9%) nei voli Milano-New York-Milano, da 57 a 83,9 euro (+47,2%) da Milano a Mosca e ritorno, da 30 a 63,5 euro (+111,7%) nei collegamenti con Londra. In quest’ultimo caso le particolarità non mancano: se il costo finale si somiglia, Vueling e British Airways non fanno pagare il supplemento, mentre Alitalia richiede 84,5 euro (che si riducono a 62,25 euro a ottobre).

Dove questo aspetto è regolato (come in Giappone) il costo è identico e le compagnie locali sono obbligate a pubblicare le variazioni: per chi prenota fino a oggi, per esempio, il supplemento per tratta va da un minimo di 3,85 euro (dentro il Giappone, Corea del Sud) a un massimo di 80,79 euro (verso l’Europa, il Nord America, il Medio Oriente e l’Oceania).

Passeggeri Usa: c’è un programma segreto di monitoraggio

Secondo quanto riportato dal Washington Post, noto quotidiano americano, le autorità degli Usa monitorano segretamente da anni i passeggeri aerei statunitensi e riportano eventuali comportamenti sospetti durante i voli, anche se gli individui non hanno alcuno legame con il terrorismo.

Viene specificato comunque che il monitoraggio avviene in base al programma Quiet Skies con il quale gli sceriffi dei cieli identificano i passeggeri sospetti per i voli precedentemente effettuati o altri fattori. L’iniziativa solleva quindi nuovi dubbi sulla tutela della sfera privata degli americani che viaggiano.

La Transportation Security Administration dichiara «Non siamo molto diversi dal poliziotto all’angolo, che è piazzato in un determinato posto in seguito alla crescente possibilità che qualcosa possa accadere».

Boeing: Ecco NeXt, la divisione interna per lo sviluppo di aerei senza pilota

La flotta mondiale di aerei raddoppierà da qui al 2037, con una richiesta di 42.700 nuovi velivoli. Lo prevedono le stime rese note da Boeing in occasione del Salone aeronautico di Farnborough, in Gran Bretagna. Il valore stimato per questi nuovi aerei è di circa 6.300 miliardi di dollari, con una conseguente domanda di servizi prevista attorno a 8.800 miliardi di dollari. «Nel corso dei prossimi 20 anni prevediamo quindi una domanda totale di 15mila miliardi di dollari», ha rilevato Randy Tinseth, vicepresidente della multinazionale statunitense dell’aerospazio.

Così Boeing ha annunciato la creazione di una nuova divisione interna, Boeing NeXt, per lo sviluppo di veicoli innovativi senza pilota e del settore della propulsione avanzata.

Boeing si avvarrà dell’aiuto di SparkCognition, azienda che si dedica all’intelligenza artificiale (AI), e durante la collaborazione verrà utilizzata una tecnologia basata sulla blockchain. Lo scopo è di sviluppare un sistema di gestione del traffico aereo in grado di tracciare un veicolo a guida autonoma durante il volo, oltre ad assegnare rotte e corridoi aerei. 

Oltre ai veicoli senza pilota, verrà anche sviluppata un’interfaccia di programmazione standard per la consegna dei pacchi, il controllo aziendale e le altre applicazioni commerciali. Secondo l’amministratore delegato di SparkCognition, Amir Husain, il trasporto aereo urbano è il più grande mercato innovativo al mondo, con un valore economico di tremila miliardi di dollari.

Tumori: il personale di bordo degli aerei ha un rischio maggiore

Il personale che lavora a bordo degli aerei avrebbe un rischio maggiore di incorrere nei tumori, secondo ciò che ha rivelato uno studio di Harvard.

La ricerca ha coinvolto più di 5 mila assistenti di volo in America ed ha riscontrato la pericolosità dell’esposizione alle radiazioni e gli effetti negativi del jet lag.

Ad esempio il rischio di tumore al seno era di circa il 50% più alto per le hostess rispetto alle altre donne. La scoperta più incredibile ha riguardato il fatto che il personale di bordo conduceva uno stile di vita sano, i cui effetti positivi possono essere annullati dallo stare a contatto continuamente con le radiazioni e dall’essere sottoposti di continuo al cambiamento di fuso orario.

La dottoressa Irina Mordukhovich, autrice dello studio, ha fatto presente:

“Il nostro studio è tra quelli più ampi e completi sui tumori che coinvolgono gli operatori di volo fino ad oggi. Abbiamo riscontrato una maggiore prevalenza nel corso della vita di tumori della pelle, del seno e del melanoma rispetto alla popolazione generale. Tutto ciò è sorprendente, considerato anche il basso tasso di sovrappeso e la scarsa abitudine al fumo in questo gruppo professionale. Inoltre quest’ultimo mira a dare la consapevolezza sulle priorità di ricerca che riguarda la salute di questo gruppo di lavoratori, legati ad esposizioni a sostanze cancerogene, radiazioni ionizzanti cosmiche, interruzione del ritmo circardiano e possibili contaminanti chimici nella cabina degli aerei.”

Alle alte quote i passeggeri e l’equipaggio possono essere esposti ad una dose di radiazioni compresa tra le 100 e le 300 volte più elevata rispetto a quella che si riscontra al livello del mare. I viaggi a lungo raggio, inoltre, interrompono i normali ritmi biologici e influenzano i livelli ormonali.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Environmental Health, conferma essenzialmente quello che hanno rilevato ricerche precedenti sull’argomento, che hanno messo in evidenza come l’equipaggio delle compagnie aeree riceva una dose maggiore di radiazioni in un anno rispetto a coloro che lavorano nell’industria nucleare.

Fonte dell’articolo: Greenstyle.it

Volare da Londra a New York in meno di un’ora: Airbus e Boeing si sfidano sull’aereo ipersonico

I piani che potrebbero rivoluzionare i trasporti del futuro sono stati annunciati alla conferenza annuale dell’American Institute of Aeronautics and and Astronautics di Atlanta. La Boeing ha illustrato il suo programma con lo schizzo di un jet simile al Concorde: l’aereo anglo-francese che impiegava 3 ore e mezzo a varcare l’oceano fra Londra o Parigi e New York, il cui servizio fu interrotto nel 2003 dopo un tragico incidente. Il modello della Airbus è assai simile come forma del velivolo e tempi.

 Il Concorde in ogni caso costava e inquinava troppo: economicamente, alla lunga, non funzionava. Resta da vedere se funzionerà la nuova versione allo studio di americani ed europei. Il jet ipersonico sarebbe tre volte più veloce del Concorde. Sarebbe in grado di collegare Londra e New York in un’ora e di attraversare in appena due ore perfino il Pacifico. Un portavoce della Boeing lo definisce come il mezzo ideale per i “pendolari” del ventunesimo secolo, immaginando possibile che un uomo d’affari vada avanti e indietro sull’Atlantico in giornata: un’ora al mattino da Londra a New York, un’ora la sera da New York a Londra per tornare casa.

 

Ma nessun piccolo jet privato sarebbe capace di volare così in fretta, cinque volte più veloce del suono (che è di 700 chilometri l’ora). Il Concorde viaggiava a Mach2, come si chiama in gergo questa unità di misura. L’aereo ipersonico andrebbe a Mach5: 3900 miglia orarie, ovvero più di 6 mila km l’ora.

 

Un giornale londinese ha provato a calcolare quanto tempo durerebbero i voli con aerei di questo tipo: Londra-Parigi 4 minuti; Londra-Venezia 11 minuti; Londra-Atene 23 minuti; Londra-Dubai 52 minuti; Londra-New York 53 minuti; Londra-Tokyo 1 ora e 31 minuti; Londra-Cape Town 1 ora e 32 minuti; Londra-Los Angeles 2 ore e14 minuti; Londra-Sidney 2 ore e 42 minuti.

 

Se questo è il futuro dei cieli, bisognerà comunque aspettare ancora un po’ per vederlo realizzato: la Boeing ammette che ci vorranno almeno 20 anni prima che il progetto diventi operativo.

Un terzo dei ritardi aerei in Europa per il controllo dei voli si deve alla Francia

Un terzo dei ritardi nei voli aerei europei causati da problemi al controllo dei voli si deve a un paese particolare: la Francia. Lo ha stabilito in questi giorni un rapporto elaborato da una commissione del parlamento francese. Il rapporto è stato presentato il 13 giugno dal senatore Vincent Capo-Canellas, che ha 50 anni e fa parte di Mouvement Démocrate, un partito centrista che sostiene il presidente Emmanuel Macron.

Il rapporto spiega che il controllo di volo francese comporta per le compagnie aeree costi extra di circa 300 milioni di euro e che nel 33 per cento dei casi europei in cui un aereo parte in ritardo per colpa del controllo dei voli, la colpa è francese. Capo-Canellas ha spiegato che i problemi sono dovuti alle attrezzature vecchie (nonostante dal 2011 siano stati spesi 2 miliardi di euro per rinnovarle) e ai frequenti scioperi del personale. Il rapporto ha messo in evidenza però anche il fatto che, nonostante tutto, la sicurezza dei voli risulta sempre garantita: i ritardi dovuti al controllo di volo francese finora hanno creato disagi, non pericoli.

Il rapporto ha anche evidenziato che tra il 2004 e il 2016 i controllori di volo francesi hanno scioperato per ben 254 giorni, contro i 46 giorni dei loro colleghi greci e i 37 dei loro colleghi italiani. Il Guardian indica che i controllori di volo francesi guadagnano circa cinquemila euro al mese e lavorano in genere per tre giorni, riposando i tre successivi.

Il senatore francese ha spiegato che è difficile aspettarsi che le cose migliorino nel breve periodo, perché mentre nel controllo di volo francese continuano a lavorare le stesse persone (circa 4.000), i voli aumentano: nel 2017 ci sono stati 3,1 milioni di voli in Europa, il 4 per cento in più rispetto al 2016 e l’8,6 per cento in più rispetto al 2015.

Aerei, Italia preda delle low cost: ora sono il 51% del mercato

L’Italia si conferma una vera e propria gallina dalle uova d’oro per le compagnie low cost, con Ryanair che domina il mercato. Un caso non raro ma di certo unico nel panorama europeo che ci vede al primo posto per penetrazione di vettori a basso costo col 51% del totale. Allo stesso tempo, spiega l’Enac nella sua relazione annuale presentata dal presidente Vito Riggio, prosegue il trend di crescita del trasporto aereo che si pone in linea con l’Europa. Se Ryanair resta complessivamente il vettore numero uno con oltre 36 milioni di passeggeri, Alitalia segue con 21,7 milioni. Ma la ex compagnia di bandiera sale al primo posto se si confrontano i dati sulle partenze dei voli nazionali. La classifica che prende in considerazione il traffico internazionale (ovvero arrivi più partenze) vede di nuovo dominare la linea aerea irlandese con 25,1 milioni, seguita da EasyJet con 13,6 e Alitalia con 9,6 milioni di passeggeri.

In totale negli aeroporti italiani sono transitati quasi 175 milioni di viaggiatori con un incremento del 6,2% rispetto al 2016. In aumento del 2,4% anche i movimenti aerei commerciali (e quindi i decolli e gli atterraggi). Netto poi l’incremento del trasporto cargo (merce più posta) con un totale di 1.090.923 tonnellate di beni, il 9,2% in più sul 2016. Nel dettaglio degli scali principali, quello di Malpensa mostra 22 milioni di passeggeri e una crescita a doppia cifra col 14%. Bene anche Bergamo Orio al Serio con 12,2 milioni (+10%), l’aeroporto dominato da Ryanair. Per numero di passeggeri quello di Roma Fiumicino resta al primo posto con 40,8 milioni di presenze ma va sottolineato il calo sensibile dell’1,8% rispetto al 2016.

Emirates: progetterà aerei senza finestrini

Guardare fuori dal finestrino, quando si viaggia in aereo, è una delle esperienze più belle di tutto il volo, soprattutto se si sorvolano panorami mozzafiato.

Questo però potrebbe non essere più possibile, perché Emirates sta progettando di costruire aerei con finestrini virtuali, che mostrerebbero solo una proiezione di quello che c’è sotto di voi e non il paesaggio reale.

Per il momento, si sta pensando d’inserire, (nelle suite di prima classe), delle telecamere in fibra ottica che trasmettono le immagini in tempo reale di tutto quello che c’è fuori dal finestrino.

Il presidente degli Emirati Sir Tim Clark ha dichiarato alla BBC: “La qualità delle immagini è talmente buona, che è quasi migliore che con l’occhio naturale. È come stare al posto vicino al finestrino”.

Gli aerei “windowless” saranno più leggeri e, in questo modo, potranno andare più veloci, consumeranno meno carburante e potranno volare a quote più alte. Inoltre, secondo Clark, saranno anche più sicuri. Questo perché eliminando i finestrini renderebbe gli aerei più solidi e senza debolezze strutturali. L’idea di un aereo senza finestrini è stata anche alimentata dal recente disastro accaduto alla Southwest Airlines, quando una donna è stata parzialmente risucchiata proprio da un finestrino danneggiato.

Purtroppo, ci sono anche pareri discordanti sull’eliminazione totale dei finestrini, proprio per un problema di sicurezza. Il personale di bordo dovrebbe guardare la situazione fuori dall’aereo, soprattutto in caso di emergenza e, quindi, di evacuazione del velivolo. Inoltre, i passeggeri con crisi d’ansia e claustrofobia potrebbero vivere molto male l’esperienza del volo, soprattutto quelli a lungo raggio.

Le tasche dei sedili dell’aereo? Uno dei posti meno igienici presenti a bordo

Non tutti conoscono i “segreti” che un aereo nasconde. Soprattutto i più disgutosi. A rivelarli è il personale di bordo; del resto, chi conosce un aereo più a fondo di una hostess o di uno steward?

Gli aerei di linea volano moltissimo, e spesso vengono puliti solo sommariamente tra una tratta e l’altra. Tuttavia, non sono solo i bagni e i tavolini ad essere pieni di germi. C’è un altro posto, insospettabile, che è tutto fuorché igienico: sono le tasche dei sedili, laddove si trovano riviste di bordo e menù, e dove inseriamo i nostri oggetti, i nostri libri, i nostri tablet.

Le hostess giurano di averne viste di ogni, e consigliano di non utilizzare mai quelle tasche per deporre i nostri oggetti personali. Sono piene di sporcizia, e non vengono mai pulite. «Ho tirato fuori ogni genere di oggetto dalle tasche dei sedili», ha raccontato una hostess al magazine Reddit. «Fazzoletti usati, sacchetti pieni di vomito, biancheria intima, calze, unghie di mani e piedi, dolci mezzi mangiucchiati, torsoli di mele». Ecco quindi che se poi noi ci mettiamo il nostro smartphone, il nostro computer o qualsiasi altra cosa, può essere davvero disgustoso.

La soluzione? Ignorare del tutto le tasche dei sedili dell’aereo, possibilmente anche le riviste di bordo che lì giacciono. E poi, armarsi di salviettine antibatteriche e di un disinfettante (in particolar modo se si vola con dei bambini, che mettono le loro manine ovunque) per pulire il più possibile tutto lo spazio riservato a noi.

Soprattutto sui voli a corto raggio, il personale di bordo (che è lo stesso per più voli), all’atterraggio pulisce l’aereo molto velocemente: raccoglie la spazzatura lasciata dai passeggeri, sistema le cinture di sicurezza, ripone le riviste nelle tasche, raddrizza i sedili e richiude i tavolini. Ma il tempo per una pulizia di fondo non c’è. Non resta quindi che difendersi il più possibile dai batteri, con detergenti e con l’accortezza di stare lontani dagli angoli più sporchi.