La “battaglia” sul filo dei minuti per il volo più lungo del mondo

L’11 ottobre Singapore Airlines ha (ri)lanciato la rotta più lunga del mondo: Singapore-Newark/New York a bordo degli Airbus A350-900 ULR. All’interno del velivolo non c’è la classe Economy, ma soltanto Premium Economy e Business. Una tratta che secondo Sabre Market Intelligence vede volare da una parte e dall’altra circa 120 mila persone l’anno e che almeno finora transitava soprattutto su Francoforte, Hong Kong e Tokyo. La distanza (ottimale) è di 15.345 chilometri. Quella percorsa dal volo SQ22 la prima volta è stata di 16.250 chilometri. A bordo, 150 passeggeri e 17 membri dell’equipaggio per quello che è stato definito un evento storico per il trasporto aereo mondiale. Storico perché l’aereo ha consumato meno di quanto era stato stabilito (101.402 chilogrammi di kerosene) su un pieno di 111.500 chilogrammi. Dato che il tragitto porta il velivolo non molto lontano dal Polo Nord. E perché è il tratto più lungo. Al secondo posto c’è il Doha-Auckland di Qatar Airways (14.535 chilometri). Al terzo il Perth-Londra dell’australiana Qantas (14.500).

Ma è sulla durata che si gioca la vera battaglia. Perché complici (anche) i venti favorevoli, il primo volo Singapore-New York è stato effettuato in 17 ore e 22 minuti, secondo il dato fornito dall’equipaggio (anche se il comunicato ufficiale della compagnia scrive 17 ore e 52 minuti), contro le 18 ore e 50 minuti programmate. Al ritorno, da New York a Singapore, il tempo è stato di 17 ore e 34 minuti. Al confronto, la media richiesta dal volo Doha-Auckland è di 16 ore e un minuto, ma al ritorno è di 17 ore e 28 minuti. Quest’ultimo tratto è di sei minuti meno del primo viaggio New York-Singapore.

Staremo a vedere cosa faranno gli australiani di Qantas. Che dopo aver lanciato il primo (e ora unico) volo diretto tra l’Europa (Londra) e l’Australia (Perth), stanno lavorando ai collegamenti con il Vecchio Continente da Sydney e Melbourne con una durata prevista di 21-22 ore. Non esiste, ad oggi, un velivolo con questa autonomia. Motivo per cui Alan Joyce, amministratore delegato di Qantas, ha chiesto ad Airbus e Boeing di presentargli un velivolo in grado di volare per tutto quel tempo; e soprattutto quest’ultimo dev’essere in grado di garantire una performance economica sufficiente a considerare la rotta profittevole.

Nel 2022 si salirà a bordo con il riconoscimento facciale

È quanto emerge dall’Euro Air Transport It Summit di Sita (il colosso internazionale che fornisce servizi di comunicazione e soluzioni per il settore aeronautico) organizzati a Budapest, in Ungheria.

La gestione dell’identità biometrica entro i prossimi tre anni sarà oggetto di programmi e piani di ricerca e sviluppo per il 77% degli aeroporti e il 71% delle compagnie aeree, spiegano gli esperti di Sita. Che parlano apertamente di “aviazione 5.0”. I test ormai sono in corso un po’ ovunque nel mondo (da Londra-Heathrow (British Airways) a Londra-Gatwick (easyJet), da Los Angeles a Orlando a Sydney) e diversi governi hanno posto i primi obiettivi. Quello statunitense, per esempio, si aspetta che il 60% dei passeggeri venga «processato» con la tecnologia biometrica entro la fine del 2019.

L’imbarco velocizzato rende contenti i viaggiatori, sostiene Sita, che sottolinea come in diversi punti (check-in, etichettatura del bagaglio, controlli di sicurezza e di frontiera) proprio questi registrino «sentimenti negativi». Ma il minore tempo richiesto per salire in aereo aiuta le compagnie anche a ridurre quello richiesto tra avvicinamento al gate, manovre di scarico e carico, decollo. La tecnologia che la Sita sta testando in questi mesi consente di processare migliaia di dati e di anticipare l’evoluzione dei voli continua. Tutto ciò permette agli aeroporti di prepararsi al meglio, spostando dove servono le varie risorse, dal catering al ground handling.

Una gestione più efficiente e tecnologica dei voli tra compagnie e aeroporti, riduce i ritardi nei cieli sempre più trafficati dell’Europa e del mondo. Solo i ritardi comportano per gli operatori del settore un costo di 25 miliardi di euro l’anno, 5 miliardi soltanto in Europa. La biometria aiuterà a ridurre questa bolletta.

Compagnie aeree, gli 85 miliardi di extra che paghiamo in volo

È la nuova fase nei ricavi ancillari, quegli introiti derivanti dalla vendita di servizi al di fuori del semplice biglietto (che a malapena copre le spese di trasporto). Come la scelta del posto, l’imbarco prioritario, il trasporto in stiva della valigia, l’acquisto del cibo o della connessione internet.

Un «tesoretto» che quest’anno ammonterà a 100 miliardi di dollari (85 miliardi di euro), il 12% dei ricavi complessivi, stando all’analisi sulle stime finanziarie della Iata (l’associazione internazionale che riunisce oltre l’80% dei vettori). Un esborso aggiuntivo in media, per passeggero, di 23 dollari (circa 20 euro). «Stiamo parlando di una cifra notevole per il settore», sostiene Brian Pearce, capo economista della Iata. «Da un lato vediamo la tariffa media diminuire, dall’altro assistiamo al rimbalzo degli extra. Ci aspettiamo che nei prossimi anni il peso sui ricavi complessivi aumenti».

Ora, però, le idee innovative sono finite. E le compagnie stanno cercando di capire come generare più introiti dagli extra che esistono già, stando alle opinioni di una dozzina di aviolinee. Alcuni esempi? Le cappelliere saranno sempre più a disposizione soltanto di chi paga un extra (Ryanair ha già aperto la strada). Ciascun sedile avrà un costo aggiuntivo diverso: dispendiosi quelli davanti (perché si sbarca prima), nel lato finestrino e in corridoio (perché più comodi), meno cari quelli centrali o nei pressi dei bagni. La coperta e il cuscino diventeranno a pagamento in Economy. I bagagli in stiva, poi, avranno prezzo variabile: si pagherà di più durante i picchi di stagione, si sborserà di meno lontani dalle feste. E nei voli intercontinentali l’intrattenimento di bordo fornirà gratis i film vecchi, a pagamento quelli nuovi. Insomma, per chi vola le cose non miglioreranno. I ricavi extra per le compagnie aeree rappresentano quest’oggi una sorte di paracadute contro l’imprevedibilità del settore aereo, in costante cambiamento.

Un passeggero in ritardo ha rincorso a piedi un aereo urlando al pilota di fermarsi

È proprio quanto accaduto ad un giovane di 23 anni, Patrick Kehoe, la mattina del 27.09. all’aeroporto di Dublino. Arrivato al gate assieme alla sua compagna, ha scoperto di non potersi imbarcare sul volo Ryanair diretto ad Amsterdam, poiché il velivolo era già in direzione della pista. Il ragazzo non si è però dato per vinto, ha sfondato la porta ed è corso sul piazzale inseguendo l’aereo, urlando al pilota “aspettami”. L’uomo è stato subito afferrato dallo staff della compagnia aerea e bloccato dalla polizia. Da quanto si apprende, l’aereo dopo pochi minuti di ritardo è decollato.

Patrick è stato condotto alla stazione di polizia dell’aeroporto e poi a quella di Ballymun, dove è stato consegnato al Gardaí, un membro del corpo di polizia della Repubblica d’Irlanda. In seguito, è stato liberato e ha mostrato il proprio fondoschiena ai fotografi all’uscita del tribunale. Proprio un portavoce della Garda ha riferito:” Il Gardaí è stato chiamato sulla scena di un incidente all’aeroporto di Dublino avvenuto intorno alle 7 di oggi, 27 settembre 2018. Un uomo di circa 20 anni è stato arrestato e portato a Ballymun Garda Station, dove è attualmente detenuto”. Più dettagliate le dichiarazioni del portavoce dell’aeroporto della capitale irlandese: ha raccontato che il giovane, arrivato al gate, ha iniziato a tirare colpi contro la finestra, per poi sfondarne la porta e dirigersi sul piazzale per fermare il velivolo. La stessa versione è stata riferita dalla compagnia aerea interessata, tramite un portavoce:”La polizia dell’aeroporto di Dublino ha arrestato un individuo che ha violato la sicurezza al gate d’imbarco, che era già stato chiuso”.

Ryanair nel mirino dell’Antitrust per le nuove tariffe dei bagagli

L’Antitrust ha messo nel mirino Ryanair: L’autorità della concorrenza ha avviato un procedimento nei confronti della compagnia aerea low-cost sulla nuova politica sui prezzi per il trasporto dei bagagli a mano, scattata da poche settimane.

L’autorità indaga sulla possibilità che si tratti di una pratica commerciale scorretta, dal momento che il trasporto del bagaglio a mano dovrebbe essere “elemento essenziale del trasporto” e quindi con questa pratica commerciale si potrebbe “alterare la trasparenza tariffaria per confrontare le offerte dei diversi vettori”.

Alla fine di agosto la compagnia ha annunciato che dal primo novembre non sarà più possibile viaggiare con un trolley di dimensioni ridotte gratuitamente, neanche imbarcandolo in stiva come è invece oggi, ma si dovrà comunque pagare. Le soluzioni saranno due: pagando il biglietto con il supplemento priority da 6 euro si potranno portare a bordo una borsa o uno zaino e il trolley, senza la priorità invece si potranno portare con sé solo borse e zaini e si dovrà comunque pagare l’imbarco della valigia per quanto di dimensioni e peso ridotti (massimo 10 chili). Se il trolley verrà registrato al momento dell’acquisto del biglietto il costo sarà di 8 euro, successivamente sarà di 10 euro. Oggi si pagano 25 euro per valigie di massimo 20 chili. L’obiettivo è quello di convincere i passeggeri a spedire il bagaglio per ridurre il più possibile i tempi di imbarco ed evitare ritardi nella partenza dei voli. Secondo quanto afferma la compagnia in una nota, il 60% dei viaggiatori non sarà interessato dai cambiamenti.

Sull’innovazione si sono fatte sentire diverse associazioni di consumatori, ma anche l’Enac (Ente nazionale per l’aviazione civile), che ha scritto alla compagnia “per chiedere chiarimenti e per richiamare il vettore ad applicare in modo corretto le condizioni di trasporto”, in merito alla nuova politica del vettore aereo sui supplementi applicati ai bagagli.

Corte Ue: i rimborsi aerei devono includere le commissione a terzi

In caso di cancellazione di un volo, la compagnia aerea deve rimborsare anche le commissioni riscosse dagli intermediari al momento dell’acquisto dei biglietti, purché ne fosse a conoscenza: lo ha stabilito la Corte di Giustizia della Ue nella sentenza della causa che vede un cittadino tedesco contro la Vueling Airlines.

Il signor Harms ha acquistato, sul sito Internet opodo.de, i biglietti di un volo da Amburgo (Germania) a Faro (Portogallo) con la Vueling Airlines per tutta la sua famiglia. Poiché il volo è stato cancellato, la famiglia Harms ha chiesto alla compagnia aerea il rimborso dei 1108,88 euro pagati alla Opodo al momento dell’acquisto. La Vueling Airlines ha acconsentito a rimborsare l’importo che essa stessa aveva ricevuto dalla Opodo, ossia 1031,88 euro. E ha rifiutato di rimborsare i 77 euro che la Opodo aveva riscosso a titolo di commissione. Con la sentenza di oggi la Corte ha stabilito che le compagnie aeree devono rimborsare l’intero costo, a meno che la commissione non sia stata fissata all’insaputa del vettore aereo, una circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.

Ryanair rileva per il 75% la compagnia aerea di Niki Lauda

Ryanair ha reso noto di aver finalizzato il processo di acquisizione della quota di maggioranza della compagnia aerea low cost fondata da Niki Lauda. L’ex campione di Formula 1 aveva riacquistato lo scorso inverno la compagnia da lui fondata “Niki” da Air Berlin, ormai fallita, e aveva costituito una nuova società ribattezzata Laudamotion con base a Vienna.

Nell’ambito di quella riorganizzazione societaria, Lauda aveva raggiunto un accordo per cedere a Ryanair il 75% del capitale per circa 50 milioni di euro. “Ryanair è lieta di aver portato a termine l’acquisizione del 75% di Laudamotion”, ha spiegato oggi David O’Brien, direttore commerciale del vettore irlandese. Per l’estate 2019 Ryanair intende raddoppiare la flotta di Laudamotion e portarla a 18 aerei per sostenere la “crescita continua” del gruppo.

Laudamotion offre al momento voli dalla Germania, dalla Svizzera e dall’Austria verso 42 destinazioni, soprattutto le mete turistiche del Mediterraneo. La compagnia aerea ha anche annunciato un aumento del trattamento salariale dei piloti con un salario di base di 90.000 euro l’anno per un capitano, cioè 12.000 Euro di più della concorrente Eurowings secondo quanto indicato dal vettore austriaco. Sarà inoltre introdotto un piano stabile di cinque giorni di servizio consecutivi a cui seguiranno tre giorni di congedo. Come parte dell’accordo, Lauda rimane nel gruppo come presidente del cda. Lauda è ancora ricoverato in ospedale a Vienna dopo aver subito ad agosto un trapianto polmonare d’urgenza. O’Brien ha dichiarato che la squadra di Laudamotion spera di ritrovarlo “il più presto possibile” augurando una pronta guarigione.

Le migliori compagnie aeree europee secondo Tripadvisor

Anche quest’anno, Tripadvisor ha reso noti i risultati del “Travellers’ Choice Awards for Airlines”, i premi che il popolare sito dà alle compagnie aeree che godono del gradimento dei viaggiatori. Ecco una classifica delle dieci migliori compagnie aeree.

TURKISH AIRLINES

Tra le prime dieci compagnie europee secondo Tripadvisor troviamo anche la Turkish Airlines. Le recensioni di chi ha viaggiato con la compagnia turca sono entusiastiche, sia per il personale, per il cibo che per l’esperienza di volo in generale. La compagnia di bandiera turca è molto apprezzata anche dagli italiani.

SWISS INTERNATIONAL AIRLINES

Anche la compagnia svizzera Swiss International Airlines è tra le migliori dieci in Europa. Apprezzata per la pulizia degli aerei, per la puntualità, per la gentilezza del personale. La Swiss International Airlines ha sede a Zurigo ed è la principale compagnia Svizzera.

SCANDINAVIAN ARLINE SYSTEM DENMARK-NORWAY-SWEDEN

Buon posizionamento anche per Scandinavian Airline System Denmark-Norway-Sweden, abbreviata in SAS. La compagnia aerea di Svezia, Danimarca e Norvegia ha ricevuto molte recensioni positive sia per la gestione dei passeggeri a terra che per l’esperienza di volo. Molto apprezzato anche il cibo a bordo.

S7 AIRLINES

Anche la russa S7 Airlines conquista la top ten del “Travellers’ Choice Awards for Airlines”, ricevendo recensioni positive da passeggeri di tutta Europa. S7 è la principale compagnia aerea russa nel mercato interno e la seconda compagnia aerea russa dopo Aeroflot. Nel 2016 ha acquistato la Compagnia aerea cipriota, divenendo ufficialmente vettore europeo.

LUFTHANSA

Sempre tra le migliori in Europa, anche stavolta, Lufthansa conquista la top ten delle compagnie in Europa. Compagnia ritenuta affidabile e seria da tutti i viaggiatori, che ormai la scelgono a occhi chiusi. Lufthansa è il principale vettore aereo tedesco e la settima compagnia aerea al mondo per passeggeri.

KLM

La compagnia aerea dei Paesi Bassi KLM Royal Dutch Airlines risulta essere una delle più apprezzate dai passeggeri, per la puntualità, la gentilezza del personale e la pulizia dei vettori. La KLM è la più vecchia compagnia aerea a operare con lo stesso nome dall’anno di fondazione, il 1919.

FINNAIR

In classifica anche Finnair, la compagnia aerea finlandese di bandiera e principale vettore aereo del Paese. La compagnia ha un hub presso l’Aeroporto di Helsinki ed effettua voli internazionali verso circa 80 destinazioni in Europa, Africa, Asia e Nord America.

AUSTRIAN AIRLINES

Tra le prime dieci compagnie europee secondo Tripadvisor troviamo anche Austrian Airlines, considerata tra le più efficienti. La compagnia ha cambiato recentemente il nome in myAustrian ma viene ancora chiamata Austrian Airlines. Il vettore ha sede a Vienna e serve sei destinazioni austriache e oltre 80 destinazioni in circa 50 paesi in Europa, Asia, Nord Africa e Nord America.

AEROFLOT

La compagnia di bandiera russa Aeroflot è tra le migliori compagnie aeree europee. Oltre a ricevere recensioni e commenti positivi dai passeggeri, è la più giovane di qualsiasi altra compagnia aerea a livello mondiale a operare oltre 100 aeromobili.

🏆 VIRGIN ATLANTIC AIRWAYS 🏆

La migliore compagnia aerea europea secondo Tripadvisor è Virgin Atlantic Airways, che ha ricevuto il punteggio più alto secondo i viaggiatori. La compagnia fondata da Richard Branson, nel 2018 è stata incorporata da Alaska Air. Virgin Atlantic ha tre basi operative: l’aeroporto Gatwick di Londra, l’aeroporto Heathrow di Londra e l’aeroporto di Manchester.

Nuovo cambio delle regole per Ryanair: ora si pagherà per il bagaglio in cabina

Se finora chiunque poteva imbarcare il proprio bagaglio a mano in stiva senza alcun costo aggiuntivo, se avete in programma un viaggio con la compagnia low cost irlandese dopo il 1° novembre, è bene sapere che non potete più farlo. In cabina si potrà portare solo una piccola borsa o uno zainoDa gennaio, chiunque volesse portare con sé il proprio trolley si vedeva “costretto” a pagare l’imbarco prioritario, al costo di 6 euro in più sul prezzo del biglietto. In caso contrario, il proprio bagaglio veniva prelevato e imbarcato in stiva, gratuitamente. Questa procedura aveva già causato alcuni malumori tra i passeggeri che, per non perdere tempo al momento dell’imbarco e dell’arrivo a destinazione, decidevano di acquistare la priorità.

Dal 1° novembre, invece, non cambiano le regole per chi acquista un biglietto con imbarco prioritario, ma, chi non lo fa e vuole imbarcare un secondo bagaglio a mano, oltre a una piccola borsa, deve pagare un sovrapprezzo che va dagli 8 ai 10 euro. Questa misura è stata adottata perché la compagnia sta riscontrando troppi ritardi dovuti proprio alle operazioni di imbarco dei bagagli.

Resta il limite di 10 kg sul secondo bagaglio a mano e le misure, che non devono superare i 40x20x25 cm, nel caso in cui si superi il peso, si arriva a pagare circa 25 euro.

Per tutti coloro che hanno già dei voli prenotati in date successive al 1° novembre, la compagnia dà la possibilità di mettersi in regola e pagare il costo aggiuntivo o, se decide di rinunciare al viaggio, può farsi restituire l’intero costo del biglietto.

Ryanair sostiene che questo cambiamento non porterà alcun vantaggio economico alla compagnia ma serve solo a ridurre i tempi di permanenza in aeroporto.

Ultimatum Enac alla compagnia aerea low cost Volotea : “Stop ai voli se continuano i disservizi”

Se non è un ultimatum, poco ci manca. L’Enac “avverte” la compagnia aerea low cost spagnola Volotea: l’ente nazionale per l’aviazione civile ha infatti inviato una lettera alla compagnia aerea a seguito dei numerosi disservizi durante la prima parte della stagione estiva, minacciando la sospensione dei voli in Italia a partire da metà settembre.

Nella missiva, l`Enac ha informato il vettore che “qualora dovessero perdurare tali disservizi e in assenza di un piano correttivo, tenuto conto dei disagi causati ai passeggeri e dei disservizi creati negli aeroporti, a partire dal 15 settembre la compagnia Volotea dovrà sospendere ogni attività di vendita e di volo in Italia e provvedere alla riprotezione di tutti i passeggeri già in possesso di titolo di viaggio”.

La replica di Volotea

“La nostra compagnia è sempre a disposizione delle autorità competenti per fornire ogni dettaglio e informazione utile” e conferma che “la mission e l’impegno della compagnia sono sempre rivolti a fornire il servizio migliore ai propri clienti e, infatti, è riconosciuta da TripAdvisor e dai propri clienti anno dopo anno”. Ma, come per tutte le compagnie aeree, “non è sempre possibile evitare i disservizi quando la situazione dell’Air Traffic Control e altri fattori esterni incidono sulle operazioni e sulla capacità di trasporto”. E’ quanto dichiara la compagnia spagnola dopo l’ultimatum ricevuto dall’Enac.

il vettore, attualmente opera 155 rotte in Italia, di cui 52 domestiche, collegando città italiane di medie e piccole dimensioni tra loro e con diverse destinazioni in Europa. La compagnia dichiara di aver rafforzato i collegamenti diretti tra queste destinazioni e di coprire tratte non servite da altri vettori. Per operare i suoi voli, inoltre, la compagnia dichiara di utilizzare aeromobili della migliore qualità, così come fornitori, personale e risorse proporzionate al fine di portare avanti la sua attività al di sopra degli standard medi in termini di operazioni, supporto ai clienti, sicurezza, tutela e attività di manutenzione.

Ruba un aereo, decolla da Seattle e poi si schianta al suolo: inseguito dai caccia

Un aereo della Alaska Airlines è decollato senza autorizzazione dall’aeroporto internazionale Seattle-Tacoma international airport di Seattle per poi andare a schiantarsi dopo circa un’ora di volo nello stato di Washington. A bordo dell’Horizon Air Q400 c’era solamente un impiegato dei servizi di terra. Le autorità inizialmente avevano detto che si trattava di un meccanico. Testimoni hanno riferito di aver visto l’aereo inseguito da aerei militari. Tutta l’azione sembrerebbe un suicidio (spettacolare) e non un atto di terrorismo: resta comunque inquietante il fatto che il pilota sia riuscito a prendere il controllo dell’aereo.

Il velivolo era della compagnia Horizon, partner dell’Alaska Airlines, e si trovava in una zona di manutenzione dell’aeroporto quando è stato preso. Non era programmato per il volo di passeggeri. Il responsabile dell’incidente, di 29 anni, comunicando con la torre di controllo aveva mostrato segni di squilibrio: «Molte persone si preoccupano per me, non vorrei deluderle ma sono semplicemente un ragazzo guasto, con qualche vite allentata, credo». Poi si è rifiutato di atterrare nella vicina base militare spiegando: «Quei ragazzi mi picchieranno se atterro là». Poi si era detto preoccupato per la mancanza di benzina, ma ha anche scherzato chiedendosi se la compagnia lo avrebbe assunto se fosse atterrato correttamente. Durante il volo, sono stati chiusi sia l’aeroporto che lo spazio aereo circostante e aerei da combattimento si sono alzati in volo per seguirlo e prevenire qualsiasi azione pericolosa. Lo sceriffo della contea, Paula Pastor, ha assicurato che non c’era alcuna indicazione che la persona che volava sull’aereo intendesse danneggiare qualcosa o qualcuno: «Ha fatto qualcosa di sciocco e potrebbe aver pagato con la sua vita». Mentre è prevista un’indagine penale, il National Transportation Safety Board cercherà di avere una ricostruzione più dettagliata dell’incidente. Saranno anche affrontati i problemi di sicurezza sollevati dall’episodio.

La beffa del supplemento carburante: perché volare costa sempre di più?

Non è una novità, come tutti sappiamo le compagnie aeree devono affrontare il costo del cherosene che pesa per il 25-30% sui costi totali, oltretutto devono ostacolare i prezzi variabili del barile. Da qui nasce il ben noto supplemento carburante che tutti i viaggiatori più o meno frequenti conoscono. Da vari mesi ormai, tale costo è aumentato e le compagnie, durante il convegno annuale della Iata, hanno di fatto spiegato l’aumento dei costi dei biglietti aerei ma c’è un ma; la maggior parte dei vettori, soprattutto per accaparrarsi il carburante a prezzi ribassati, ricorrono al fuel hedging, ossia un contratto in cui si acquista un tot di carburante ad un prezzo bloccato per diversi mesi e fino a 1 anno e mezzo. In poche parole il carburante che ora le compagnie starebbero usando dovrebbe essere stato acquistato prima di gennaio, periodo in cui i prezzi dello stesso hanno iniziato il percorso in salita, ma nonostante ciò i biglietti costano di più.

Tutto ciò cosa comporta? Ad agosto 2018 rispetto al gennaio 2016 il supplemento è passato da una media di 188 a quasi 260 euro (+37,9%) nei voli Milano-New York-Milano, da 57 a 83,9 euro (+47,2%) da Milano a Mosca e ritorno, da 30 a 63,5 euro (+111,7%) nei collegamenti con Londra. In quest’ultimo caso le particolarità non mancano: se il costo finale si somiglia, Vueling e British Airways non fanno pagare il supplemento, mentre Alitalia richiede 84,5 euro (che si riducono a 62,25 euro a ottobre).

Dove questo aspetto è regolato (come in Giappone) il costo è identico e le compagnie locali sono obbligate a pubblicare le variazioni: per chi prenota fino a oggi, per esempio, il supplemento per tratta va da un minimo di 3,85 euro (dentro il Giappone, Corea del Sud) a un massimo di 80,79 euro (verso l’Europa, il Nord America, il Medio Oriente e l’Oceania).