Voli di lusso ad un decimo del prezzo: il clamoroso errore di una compagnia aerea

A causa di un errore sul proprio sito web la compagnia aerea Cathay Pacific ha venduto alcuni biglietti di prima classe a costi praticamente ‘stracciati’, soprattutto a quanto previsto dal prezzo di partenza. Basti pensare che per un volo da Hong Kong al Portogallo con il medesimo vettore ci vogliono circa 16mila dollari, mentre un gruppo di fortunati viaggiatori, che ha comprato i biglietti nell’ultima settimana, hanno speso poco più  di 1.500 dollari.

Come riferisce la Bbc, si tratta della seconda volta nello stesso mese che sul sito web di Cathay Pacific avviene questo errore, con la compagnia che ha avviato un’indagine per scoprire le cause di questa sconveniente svista, assicurando gli utenti che provvedere ad onorare il contratto di vendita dei biglietti. I voli di prima classe da Lisbona a Hong Kong (via Londra, con un volo in coincidenza) sono stati proposti a 1.512 dollari, secondo il South China Morning Post. Un viaggio di prima classe a bordo di Cathayda Hong Kong a Francoforte costa 16.000 dollari.

Solo due settimane fa la compagnia aerea di Hong Kong ha fatto lo stesso errore offrendo posti in Classe business sui voli andata e ritorno dal Vietnam a New York per circa 675 dollari invece di 16.000 biglietti verdi. Anche in questo caso la compagna ha riconosciuto il suo “errore” confermando che avrebbe accolto i fortunati passeggeri a bordo. Non tutte le compagnie aeree hanno lo stesso approccio nel rimediare ai propri errori. Nel 2014, Singapore Airlines, ad esempio, ha onorato i biglietti venduti a meno della metà del prezzo. Ma l’anno successivo, la United Airlines ha annullato i biglietti transatlantici venduti per meno di 100 dollari da un “fornitore di software” .

Le compagnie aeree più puntuali: vince Copa Airlines (Panama), Tap la peggiore

I dati di Oag 

La statistica sulla puntualità è stata elaborata da Oag, società britannica di consulenza nell’aviazione. Sono considerati puntuali i voli partiti o arrivati entro 15 minuti dall’orario programmato. Oag ha analizzato i dati delle maggiori 250 per un totale di 58 milioni di voli fatti l’anno scorso. I voli cancellati sono considerati come ritardi. Sono considerate le compagnie per le quali risultino tracciabili i dati di almeno l’80% dei voli.

La prima in classifica

La compagnia panamense Copa Airlines è la più puntuale del mondo: nove voli su dieci sono partiti o arrivati in orario l’anno scorso. L’89,79% dei voli di Copa sono arrivati puntuali nel 2018.

airBaltic seconda
La numero due è la lituana airBaltic, con l’89,17%, che era la prima nel 2017, si conferma la prima in Europa. La terza è Hong Kong Airlines (88,11%), quarta Hawaiian Airlines (87,52%), l’unica compagnia del Nord America tra le prime dieci, quinta Bangkok Airways (87,16%).

Qantas e Klm tra le prime dieci
Dal sesto al decimo posto per puntualità troviamo l’australiana Qantas (85,65%), settimo è il gruppo di compagnie sudamericane Latam con sede a Santiago del Cile (85,60%), ottava la brasiliana Azul (85,21%), nona Qatar Airways (85,17%), decima la Klm (84,52%).

La peggiore, Tap Portugal 

La peggiore per puntualità è la Tap Portugal. La compagnia portoghese è la meno puntuale del mondo secondo i dati Oag, solo il 57,6% dei voli è partito o arrivato entro 15 minuti.

Ryanair, la peggior compagnia aerea nel Regno Unito secondo i consumatori

Ryanair è risultata essere la “peggior compagnia aerea a corto raggio nel Regno Unito”, in un sondaggio svolto dell’azienda specializzata in ricerche per i consumatori Which, su alcune migliaia di persone. Lo riporta la BBC. Non hanno fatto meglio le altri de grandi compagnie britanniche, Easyjet e British Airways, che si sono posizionate rispettivamente all’11.mo e al 15.mo posto su 19 compagnie aeree. La low cost ha battuto la compagnia di bandiera britannica per qualità del cibo, servizio clienti e rapporto qualità-prezzo. Ma entrambe hanno ottenuto punteggio basso per la scomodità dei sedili. In cima alla lista, Aurigny Air Service (una piccola compagnia che ha la sua sede a Guernsay, una delle isole della Manica), Swiss Airlines, Jet2 e KLM. Ryanair, che ha previsto di trasportare circa 141 milioni di passeggeri nel 2019, è stata bocciata per le lungaggini all’imbarco, la scomodità dei sedili, la qualità di cibo e bevande e l’ambiente in cabina.

Il bello è che è ormai il sesto anno consecutivo che Ryanair si piazza sull’imbarazzante podio. Ryanair, che trasporta più passeggeri di qualsiasi altra compagnia in Europa risulta essere anche la compagnia aerea con la quale la maggior parte dei consumatori si rifiuta di volare: il 70 per cento dei passeggeri che hanno risposto al sondaggio di “Which” ha dichiarato che non avrebbero mai più usato Ryanair.

Ryanair, dal canto suo, ha respinto con fastidio e anche un po’ di spocchia il sondaggio bollandolo come «non rappresentativo e senza valore». Ma questo di certo non aiuterà a restituire smalto all’immagine parecchio appannata della compagnia aerea che, aldilà delle sue continue invenzioni di marketing, non perde occasione per irritare i suoi clienti o potenziali tali.

Tendenze di viaggio: dove voleranno gli italiani per Natale e Capodanno?

Questo studio si fonda sui dati delle ricerche effettuate dai viaggiatori italiani sul proprio motore di ricerca, per i voli nel periodo compreso tra il 22 dicembre 2018 e il 7 gennaio 2019. I risultati di questa indagine sono le classifiche delle 10 destinazioni più ricercate e le 10 mete più convenienti da raggiungere.

Quali sono le mete preferite degli italiani?

Dalla classifica stilata dal team di esperti di Liligo, le destinazioni estere risultano in cima alle preferenze di viaggio degli italiani per il periodo natalizio con un podio che premia in particolare ParigiAmsterdam e Londra. Le 3 capitali europee sono seguite in classifica dalle sempre popolari Barcellona e New York, ma anche da mete più “calde” come Tenerife. Sorprende anche la presenza di Bucarest fra le prime dieci destinazioni.

Le mete italiane più ricercate

Mentre tra le mete nazionali più digitate per Natale e Capodanno, troviamo MilanoPalermo e Catania. Secondo gli specialisti, il successo delle due città siciliane è da imputare a diversi fattori, fra cui il piacevole clima mediterraneo, il boom turistico dell’isola negli ultimi anni, in continua crescita, ma anche il massiccio rientro per le vacanze natalizie dei tanti emigrati siciliani che risiedono nel continente.

Le destinazioni più economiche per Natale e Capodanno?

Al vertice della classifica sulle destinazioni più convenienti per i collegamenti aerei si piazzano tre città italiane: MilanoRoma e Napoli. Le destinazioni straniere più vantaggiose da raggiungere in aereo sono invece Bruxelles, Barcellona, Londra, Amsterdam, Parigi, Francoforte e La Valletta. Fra queste soltanto BarcellonaLondraAmsterdam e Parigi riescono a coniugare le tendenze di viaggio degli italiani con la convenienza dei collegamenti aerei.

I bagni degli aerei ristretti del 30% 
per far spazio a più sedili

La domanda che si pongono le compagnie è la stessa ovunque: come far trasportare più passeggeri in un velivolo per aumentare la redditività dei voli? Per anni si è lavorato sui sedili. File più ristrette, schienali più sottili, nessuna possibilità di reclinarli. Una stima della società di consulenza Tronos Aviation Consulting calcola che dentro un aereo di American Airlines ogni sedile in più genera ricavi aggiuntivi di 400 mila dollari l’anno. Ma alla fine tra le poltroncine c’è rimasto poco o null’altro da togliere. Così per trovare altro spazio i vettori, a partire dai colossi americani, stanno installando sui loro jet bagni sempre più di ultima generazione sì, ma che pure più piccoli, in alcuni casi molto più piccoli.

Le nuove misure

Per dire: se un bagno su un aereo della United aveva misure 1,22 metri x 86 centimetri, quelli nuovi hanno sempre la stessa base, ma larghezza ridotta di 25 centimetri (quindi 61 centimetri). Rendendo così ancora più complicata la vita dei genitori che si servono di quell’angolo anche per cambiare i pannolini ai propri bimbi. Lo spazio a disposizione nei bagni quindi si è ridotto con punte del 30% tra gli aeromobili per i voli di breve e medio raggio tra i vettori statunitensi. Tanto che la questione rischia di finire nelle aule di tribunale e del Congresso.

I benefici economici

American Airlines ha spiegato ai suoi investitori che aggiungendo dodici sedili nei suoi Boeing 737 e nove nei suoi Airbus A321 il ricavo complessivo aggiuntivo è di mezzo miliardo di dollari l’anno. Ricavi che però non accontentano i rappresentanti degli assistenti di volo. Infatti in un incontro tra la dirigenza e dipendenti di American, dichiara l’agenzia Bloomberg, un pilota ha detto al presidente che l’esperienza di volo sui nuovi aerei (con i bagni ridotti) «è la più miserabile del mondo: avete aggiunto 12 sedili, senza inserire un altro bagno e anzi li avete ridotti del 75% rispetto a quelli di prima».

Tutti i trend del comparto aereo per il 2019

Quali saranno i trend del 2019 per il settore dell’aviazione, in un contesto caratterizzato da forti incertezze come il caro fuel, la Brexit e i dazi? Ad indicarci le previsioni per il prossimo anno è Lori Ranson, senior analyst al CAPA-Center for Aviation, in occasione della convention annuale di Expedia svoltasi a Las Vegas nei giorni scorsi.

“Il prezzo del petrolio è sceso nelle ultime settimane, ma questo continuo altalenare pone una sfida alle compagnie aeree per pianificare una possibile implementazione della capacità dei posti a sedere e per definire le strategie di pricing“.

Il capitolo Brexit

Anche la Brexit incide sul mercato. Nonostante sembri che Uk e Usa abbiano raggiunto un accordo sui servizi aerei, nulla è ancora deciso. 

“A tutto ciò si aggiungono le tensioni sui dazi tra Stati Uniti e Cina (commenta Ranson). Secondo alcuni economisti, a fine 2019 vedremo un rallentamento dell’economia, ma per quello che riguarda le maggiori compagnie aeree americane, ovvero Delta e American Airlines, non sembrano sorgere preoccupazioni su un’eventuale riduzione del numero di operativi tra Usa e Cina”.

I mercati

L’Asia rimane infatti il mercato che in termini di traffico aereo cresce più velocemente, secondo le previsioni IATA, a partire dalla metà degli anni ’20, la Cina sorpasserà gli Usa, guadagnando il primo posto come mercato dell’aviazione più grande al mondo. 

“L’India invece, si posizionerà terza scalzando il Regno Unito intorno al 2024. Bene anche Indonesia e Thailandia, quest’ultima dovrebbe entrare nei top 10 market nel 2030 scavalcando l’Italia, quest’ultima destinata a perdere posizioni in classifica”.

EasyJet sta lavorando ad aerei elettrici per i voli a corto raggio

La low cost britannica EasyJet è sempre più green, quest’ultima fresca di alleanza con Virgin Atlantic, sta lavorando ad aerei elettrici che possano percorrere rotte a corto raggio. E non si tratta di rumors: a confermarlo è stato l’Amministratore Delegato Johan Lundgren. Per raggiungere quanto promesso, EasyJet sta lavorando con la compagnia americana Wright Electric: insieme, stanno progettando un aereo alimentato a batteria, per voli più brevi di due ore. Anno di lancio previsto, il 2027.

Ha richiesto un brevetto per un aereo di questo tipo, la Wright Electric. Un aereo che (se diventerà realtà) è destinato a cambiare il mondo dei viaggi aerei. Del resto, l’azienda ha già realizzato un aeromobile biposto completamente elettrico, e sta lavorando ad un modello da nove posti che (se tutto andrà bene) farà il suo primo volo nel 2019.

EasyJet crede che il progresso permetterà presto ai passeggeri di volare su veicoli elettrici attraverso tutta l’Europa. E che, la rotta più adatta ad un esperimento di questo tipo, sia la super battuta Londra – Amsterdam. «Guardando avanti, i progressi tecnologici nel volo elettrico sono davvero entusiasmanti e si stanno muovendo velocemente. Dall’aereo biposto, che sta già volando, al nove posti che volerà l’anno prossimo, il volo elettrico sta diventando una realtà e ora possiamo prevedere un futuro che non dipenda esclusivamente dal carburante dei jet», ha dichiarato Lundgren.

Wright Electric prevede che gli aerei elettrici saranno più silenziosi del 50%, e del 10% meno costosi per le compagnie aeree (sia a livello di acquisto che a livello di funzionamento), rispetto agli aerei tradizionali. Oggi, l’azienda sta lavorando al miglioramento delle batterie e alla realizzazione di un telaio per il velivolo che sia quanto più efficiente possibile per l’utilizzo con motori elettrici. Infatti, se gli aerei convenzionali a corto raggio hanno un grande motore a reazione al di sotto di ogni ala, quelli elettrici avrebbero diversi motori, più piccoli.

Ed ecco che, presto, quegli stessi aerei potrebbero essere realtà. In Europa, proprio tra le compagnie low cost.

Non è un bel momento per le compagnie aeree

L’aumento del costo del carburante e la mancanza di piloti

I molti fallimenti dell’ultimo anno, come spiega anche il noto sito specialistico Air Transport World hanno una cosa in comune: hanno coinvolto compagnie nate da relativamente poco, che hanno cercato di crescere velocemente e che hanno provato a passare dai voli charter ai voli di linea, e dalle tratte brevi a quelle a lungo raggio.

L’aumento del costo del carburante nel corso dell’ultimo anno ha avuto il ruolo principale in questa crisi, ed è stato dovuto fondamentalmente alla riduzione della produzione di greggio decisa da alcuni paesi dell’Opec (l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio): ciò ha causato l’aumento del prezzo del greggio che è arrivato a toccare quota 72 dollari al barile, il 18 per cento in più rispetto ad un anno fa.

La crisi di oggi non è paragonabile a quella del 2008, che provocò il fallimento di oltre 60 compagnie aeree in tutto il mondo, ma per le piccole non sarà meno dolorosa. Se infatti le compagnie più grandi in questi mesi hanno saputo resistere all’aumento del costo del carburante, anche grazie agli ottimi profitti avuti negli ultimi anni, per le piccole invece si è trattato di un ostacolo in molti casi insuperabile. La soluzione sarebbe alzare le tariffe dei voli, come hanno fatto quasi tutte le compagnie aeree nel 2018, ma in molti casi le più piccole non riescono nemmeno a coprire le spese per comprare il carburante necessario.

Il carburante però non è il solo problema che le compagnie stanno affrontando in questo periodo. Nel 2017 il numero di passeggeri ha superato gli 8 miliardi, come mai era successo prima, ma se la richiesta di voli è sempre maggiore a mancare sono proprio i piloti. Boeing, stima che nei prossimi venti anni serviranno 635mila nuovi piloti per i voli commerciali, ma addestrare nuovi piloti richiede molte ore di volo, e nel frattempo quelli che sono già abbastanza esperti sono pochi e molto richiesti dal mercato.

Ad approfittarne della crisi saranno quindi proprio le compagnie che operano su corto raggio, come Ryanair, e quelle più grandi che hanno una solidità finanziaria tale da resistere all’aumento delle spese. Le compagnie più grandi saranno inoltre facilitate dal fallimento di quelle più piccole perché avranno meno concorrenza sul mercato. Questo potrebbe portare a nuove fusioni, dopo quella già avvenuta nel 2017 in seguito al fallimento di Air Berlin, la seconda più grande compagnia aerea tedesca, rilevata dalla sua diretta concorrente, Lufthansa.

Arriva in Italia il flight sharing per voli low cost su aerei privati

Tutti sono a caccia del modo giusto per risparmiare. Che si tratti degli acquisti di tutti i giorni o di un volo per regalarsi qualche giorno di relax, lontano da casa e dallo stress quotidiano. Partendo da questo semplice concetto, due giovani italiani pugliesi hanno realizzato BBPlane, una startup che intende diffondere il concetto di flight sharing in Italia.

Avete mai viaggiato su un aereo privato? Probabilmente no; i voli privati meglio lasciarli a chi può permetterseli. BBPlane però intende distruggere questo preconcetto, proponendo voli a basso costo attraverso l’unione di più gruppo di passeggeri, intenzionati a raggiungere la stessa meta.

Un’idea vincente di un pilota privato di 24 anni e un ingegnere gestionale di 27 anni, che riesce ad intrigare anche i piloti, avvantaggiati da questo improvviso aumento di ore di volo che, se accumulate, possono rappresentare un elemento chiave nella loro carriera.

La società ha visto la luce nel 2017, anche se l’attività vera e propria ha avuto inizio nel luglio del 2018, ottenendo il riconoscimento per l’avvio del flight sharing, grazie alla certificazione EASA, vincendo inoltre il bando “Crea Cultura” di Invitalia.

Condividere il volo con degli sconosciuti non è nulla di nuovo. Lo si fa di continuo ma con un numero ben maggiore. Spesso ci si ritrova dunque a viaggiare con persone fastidiose, dai toni particolarmente elevati o magari con bambini che piangono, infastiditi dalla situazione. In tal caso, ridurre il numero dei passeggeri, (risparmiando), è la ricetta per un’idea vincente.

Nessuna reale concorrenza alle grandi compagnie, considerando le tratte garantite. L’app si rivolge soprattutto a chi, per curiosità, voglia provare l’esperienza di un volo privato, percorrendo fino a un massimo di 300 chilometri, per un totale di sei passeggeri. Il tutto a partire da un prezzo minimo di 25 euro. L’ideale per quei piccoli spostamenti interni che in vacanza spesso ci tocca organizzare.

Ryanair e Wizz Air sfidano l’Antitrust: bagagli a mano ancora a pagamento

Ryanair e Wizz Air sfidano l’Antitrust italiana. Rischiando così non soltanto una multa milionaria, ma anche di avviare un iter legale che (in extremis) prevede l’interruzione dei voli fino a un mese. Sei giorni dopo lo stop dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato alle nuove regole sui bagagli a mano (che diventano a pagamento, al netto di uno zaino da depositare nello spazio sotto ai sedili) le due compagnie low cost continuano a vendere i biglietti chiedendo poi un extra per imbarcarsi con un secondo effetto personale.

Il 31 ottobre scorso, alla vigilia dell’introduzione della nuova policy, l’Antitrust italiana aveva pubblicato due provvedimenti, uno su Ryanair (prima compagnia in Italia per passeggeri trasportati), un altro su Wizz Air per bocciare le tariffe aggiuntive sul bagaglio a mano a bordo. Bagaglio che è sempre stato gratuito, salvo poi diventare oggetto di un costo extra dal 1° novembre scorso. Secondo l’autorità le nuove regole sono da sospendere perché «forniscono una rappresentazione falsa del reale prezzo del biglietto» e «viziano il confronto con le tariffe degli altri vettori, inducendo in errore il consumatore». «In caso di inottemperenza, l’autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10 mila a 5 milioni di euro». E «nei casi di reiterata inottemperanza può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a 30 giorni».

Entrambe le compagnie hanno annunciato ricorso e la questione sarà affrontata al Tar del Lazio. Anche perché, secondo Ryanair, l’Antitrust non può decidere su questioni che riguardano la sicurezza aerea o la puntualità dei voli. E per questo le attività continuano come prima.

A questo punto, se le low cost non arretreranno di un millimetro, in parallelo rischierà di aprire un enorme fronte giudiziario tra le compagnie e i passeggeri. Perché quando si chiede alle compagnie se ci sarà un rimborso in caso di sconfitta delle loro ragioni al Tar, allo stato attuale nessuno di loro ha ancora predisposto un piano di restituzione della cifra aggiuntiva

Intanto l’Antitrust, chiarisce l’ambito di giurisdizione della decisione del 31 ottobre scorso. Lo stop all’extra sul bagaglio a mano si applica soltanto ai voli nazionali (cioè che prevedono una partenza da uno scalo italiano e un arrivo in un altro scalo italiano) e a quelli Italia-estero (decollo da un aeroporto italiano e atterraggio in un aeroporto straniero). Le due low cost, quindi, possono regolarmente applicare la tariffa aggiuntiva ai collegamenti dall’estero verso il nostro Paese (in quanto l’origine è un’altra giurisdizione). Sugli eventuali rimborsi l’Antitrust è netto: «Occorre invece rivolgersi alle associazioni dei consumatori».

Bagaglio a mano a pagamento, Antitrust sospende le nuove regole di Ryanair e Wizz Air

L’Antitrust ha sospeso in via cautelare le nuove regole sui bagagli a mano delle compagnie low-cost Ryanair e Wizz Air che sarebbero entrate in vigore il primo novembre 2018. In base alla nuova policy, si legge nella nota, “è richiesto un supplemento di prezzo per il bagaglio a mano (trolley), che rappresenta tuttavia un onere non eventuale e prevedibile per il consumatore che dovrebbe essere ricompreso nella tariffa standard”.

Di conseguenza (secondo l’Antitrust) la richiesta di un supplemento per un elemento essenziale del contratto di trasporto aereo, quale il bagaglio a mano, fornisce una falsa rappresentazione del reale prezzo del biglietto e vizia il confronto con le tariffe delle altre compagnie, inducendo in errore il consumatore.

In base alla decisione dell’Authority, Ryanair e Wizz Air dovranno quindi sospendere provvisoriamente ogni attività diretta a richiedere un supplemento di prezzo (rispetto alla tariffa standard) per il trasporto del bagaglio a mano grande (trolley), mettendo gratuitamente a disposizione dei consumatori, a bordo o in stiva, uno spazio equivalente a quello predisposto per il trasporto dei bagagli a mano nell’aeromobile.

Le compagnie dovranno comunicare all’Autorità entro 5 giorni le misure adottate in ottemperanza a quanto deciso.

La decisione dell’Antitrust è una clamorosa vittoria non solo dei passeggeri, ma anche del Codacons, prima associazione in Italia ad avviare una battaglia legale sui supplementi richiesti per il trasporti dei bagagli sugli aerei. Lo afferma l’associazione per la tutela dei consumatori, che ricorda di essere stata la prima a presentare molti esposti contro le nuove politiche di Ryanair e Wizzair sui bagagli a mano, che danneggiavano economicamente gli utenti e non trovavano giustificazione nel contratto di trasporto.

Aerei, ecco il biocarburante sintetico per ridurre l’inquinamento

Il mondo dell’aviazione inquina per il 5% del totale delle emissioni mondiali. Oggi, secondo una ricerca di Transport & Environment (T&E), associazione che si occupa di ambiente e trasporti, ci sarebbero le tecnologie per ridurre questa tipologia di inquinamento. Si chiama “electrofuel” ed è un prodotto già disponibile, che sfrutta le tecniche esistenti. In sostanza, per semplificare, il nuovo biofuel potrebbe essere prodotto in laboratorio rendendo meno inquinante tutta la filiera, dalla produzione all’utilizzo, e quindi soprattutto riducendo l’impatto sull’ambiente. Infatti, uno dei principali problemi del biofuel resta proprio la coltivazione e trasformazione del carburante biologico che viene usato in percentuale (mediamente) fino ad un terzo, sugli aerei con alcuni test che hanno utilizzato l’80% di carburante ecologico e un 20% di cherosene tradizionale.

L’electrofuel viene prodotto combinando idrogeno diossido di carbonio. Ma per rendere “sostenibile”  la produzione di idrogeno deve avvenire utilizzando energia elettrica da fonti rinnovabili mentre il CO2 deve essere “catturato direttamente dall’aria”.

Il problema è che questi carburanti sintetici hanno costi più alti, e di molto, rispetto a quelli biologici e rispetto al cherosene tradizionale che per l’aviazione civile passeggeri è esentasse in Europa. Il pericolo, che probabilmente mette in guardia le compagnie aeree, è che per arrivare alla produzione di cherosene pulito da laboratorio, il costo del biglietto potrebbe aumentare del 58% rispetto a oggi, se non venisse tassato, oppure del 23% se fossero applicati dei balzelli al cherosene tradizionale. Ma i tempi ormai per l’inizio di questa possibile rivoluzione sono vicini: la Norvegia, infatti, ha annunciato che entro il 2020 tutti i voli e gli aerei del Paese dovranno volare con un un mix di biofuel fino al 50%.

Questo studio dimostra come sia forte e concreta la voglia di procedere sulla strada della decarbonizzazione, se si vuole evitare un continuo (già critico) riscaldamento della superficie globale.