Tumori: il personale di bordo degli aerei ha un rischio maggiore

Il personale che lavora a bordo degli aerei avrebbe un rischio maggiore di incorrere nei tumori, secondo ciò che ha rivelato uno studio di Harvard.

La ricerca ha coinvolto più di 5 mila assistenti di volo in America ed ha riscontrato la pericolosità dell’esposizione alle radiazioni e gli effetti negativi del jet lag.

Ad esempio il rischio di tumore al seno era di circa il 50% più alto per le hostess rispetto alle altre donne. La scoperta più incredibile ha riguardato il fatto che il personale di bordo conduceva uno stile di vita sano, i cui effetti positivi possono essere annullati dallo stare a contatto continuamente con le radiazioni e dall’essere sottoposti di continuo al cambiamento di fuso orario.

La dottoressa Irina Mordukhovich, autrice dello studio, ha fatto presente:

“Il nostro studio è tra quelli più ampi e completi sui tumori che coinvolgono gli operatori di volo fino ad oggi. Abbiamo riscontrato una maggiore prevalenza nel corso della vita di tumori della pelle, del seno e del melanoma rispetto alla popolazione generale. Tutto ciò è sorprendente, considerato anche il basso tasso di sovrappeso e la scarsa abitudine al fumo in questo gruppo professionale. Inoltre quest’ultimo mira a dare la consapevolezza sulle priorità di ricerca che riguarda la salute di questo gruppo di lavoratori, legati ad esposizioni a sostanze cancerogene, radiazioni ionizzanti cosmiche, interruzione del ritmo circardiano e possibili contaminanti chimici nella cabina degli aerei.”

Alle alte quote i passeggeri e l’equipaggio possono essere esposti ad una dose di radiazioni compresa tra le 100 e le 300 volte più elevata rispetto a quella che si riscontra al livello del mare. I viaggi a lungo raggio, inoltre, interrompono i normali ritmi biologici e influenzano i livelli ormonali.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Environmental Health, conferma essenzialmente quello che hanno rilevato ricerche precedenti sull’argomento, che hanno messo in evidenza come l’equipaggio delle compagnie aeree riceva una dose maggiore di radiazioni in un anno rispetto a coloro che lavorano nell’industria nucleare.

Fonte dell’articolo: Greenstyle.it

Volare da Londra a New York in meno di un’ora: Airbus e Boeing si sfidano sull’aereo ipersonico

I piani che potrebbero rivoluzionare i trasporti del futuro sono stati annunciati alla conferenza annuale dell’American Institute of Aeronautics and and Astronautics di Atlanta. La Boeing ha illustrato il suo programma con lo schizzo di un jet simile al Concorde: l’aereo anglo-francese che impiegava 3 ore e mezzo a varcare l’oceano fra Londra o Parigi e New York, il cui servizio fu interrotto nel 2003 dopo un tragico incidente. Il modello della Airbus è assai simile come forma del velivolo e tempi.

 Il Concorde in ogni caso costava e inquinava troppo: economicamente, alla lunga, non funzionava. Resta da vedere se funzionerà la nuova versione allo studio di americani ed europei. Il jet ipersonico sarebbe tre volte più veloce del Concorde. Sarebbe in grado di collegare Londra e New York in un’ora e di attraversare in appena due ore perfino il Pacifico. Un portavoce della Boeing lo definisce come il mezzo ideale per i “pendolari” del ventunesimo secolo, immaginando possibile che un uomo d’affari vada avanti e indietro sull’Atlantico in giornata: un’ora al mattino da Londra a New York, un’ora la sera da New York a Londra per tornare casa.

 

Ma nessun piccolo jet privato sarebbe capace di volare così in fretta, cinque volte più veloce del suono (che è di 700 chilometri l’ora). Il Concorde viaggiava a Mach2, come si chiama in gergo questa unità di misura. L’aereo ipersonico andrebbe a Mach5: 3900 miglia orarie, ovvero più di 6 mila km l’ora.

 

Un giornale londinese ha provato a calcolare quanto tempo durerebbero i voli con aerei di questo tipo: Londra-Parigi 4 minuti; Londra-Venezia 11 minuti; Londra-Atene 23 minuti; Londra-Dubai 52 minuti; Londra-New York 53 minuti; Londra-Tokyo 1 ora e 31 minuti; Londra-Cape Town 1 ora e 32 minuti; Londra-Los Angeles 2 ore e14 minuti; Londra-Sidney 2 ore e 42 minuti.

 

Se questo è il futuro dei cieli, bisognerà comunque aspettare ancora un po’ per vederlo realizzato: la Boeing ammette che ci vorranno almeno 20 anni prima che il progetto diventi operativo.

Un terzo dei ritardi aerei in Europa per il controllo dei voli si deve alla Francia

Un terzo dei ritardi nei voli aerei europei causati da problemi al controllo dei voli si deve a un paese particolare: la Francia. Lo ha stabilito in questi giorni un rapporto elaborato da una commissione del parlamento francese. Il rapporto è stato presentato il 13 giugno dal senatore Vincent Capo-Canellas, che ha 50 anni e fa parte di Mouvement Démocrate, un partito centrista che sostiene il presidente Emmanuel Macron.

Il rapporto spiega che il controllo di volo francese comporta per le compagnie aeree costi extra di circa 300 milioni di euro e che nel 33 per cento dei casi europei in cui un aereo parte in ritardo per colpa del controllo dei voli, la colpa è francese. Capo-Canellas ha spiegato che i problemi sono dovuti alle attrezzature vecchie (nonostante dal 2011 siano stati spesi 2 miliardi di euro per rinnovarle) e ai frequenti scioperi del personale. Il rapporto ha messo in evidenza però anche il fatto che, nonostante tutto, la sicurezza dei voli risulta sempre garantita: i ritardi dovuti al controllo di volo francese finora hanno creato disagi, non pericoli.

Il rapporto ha anche evidenziato che tra il 2004 e il 2016 i controllori di volo francesi hanno scioperato per ben 254 giorni, contro i 46 giorni dei loro colleghi greci e i 37 dei loro colleghi italiani. Il Guardian indica che i controllori di volo francesi guadagnano circa cinquemila euro al mese e lavorano in genere per tre giorni, riposando i tre successivi.

Il senatore francese ha spiegato che è difficile aspettarsi che le cose migliorino nel breve periodo, perché mentre nel controllo di volo francese continuano a lavorare le stesse persone (circa 4.000), i voli aumentano: nel 2017 ci sono stati 3,1 milioni di voli in Europa, il 4 per cento in più rispetto al 2016 e l’8,6 per cento in più rispetto al 2015.

Aerei, Italia preda delle low cost: ora sono il 51% del mercato

L’Italia si conferma una vera e propria gallina dalle uova d’oro per le compagnie low cost, con Ryanair che domina il mercato. Un caso non raro ma di certo unico nel panorama europeo che ci vede al primo posto per penetrazione di vettori a basso costo col 51% del totale. Allo stesso tempo, spiega l’Enac nella sua relazione annuale presentata dal presidente Vito Riggio, prosegue il trend di crescita del trasporto aereo che si pone in linea con l’Europa. Se Ryanair resta complessivamente il vettore numero uno con oltre 36 milioni di passeggeri, Alitalia segue con 21,7 milioni. Ma la ex compagnia di bandiera sale al primo posto se si confrontano i dati sulle partenze dei voli nazionali. La classifica che prende in considerazione il traffico internazionale (ovvero arrivi più partenze) vede di nuovo dominare la linea aerea irlandese con 25,1 milioni, seguita da EasyJet con 13,6 e Alitalia con 9,6 milioni di passeggeri.

In totale negli aeroporti italiani sono transitati quasi 175 milioni di viaggiatori con un incremento del 6,2% rispetto al 2016. In aumento del 2,4% anche i movimenti aerei commerciali (e quindi i decolli e gli atterraggi). Netto poi l’incremento del trasporto cargo (merce più posta) con un totale di 1.090.923 tonnellate di beni, il 9,2% in più sul 2016. Nel dettaglio degli scali principali, quello di Malpensa mostra 22 milioni di passeggeri e una crescita a doppia cifra col 14%. Bene anche Bergamo Orio al Serio con 12,2 milioni (+10%), l’aeroporto dominato da Ryanair. Per numero di passeggeri quello di Roma Fiumicino resta al primo posto con 40,8 milioni di presenze ma va sottolineato il calo sensibile dell’1,8% rispetto al 2016.

Emirates: progetterà aerei senza finestrini

Guardare fuori dal finestrino, quando si viaggia in aereo, è una delle esperienze più belle di tutto il volo, soprattutto se si sorvolano panorami mozzafiato.

Questo però potrebbe non essere più possibile, perché Emirates sta progettando di costruire aerei con finestrini virtuali, che mostrerebbero solo una proiezione di quello che c’è sotto di voi e non il paesaggio reale.

Per il momento, si sta pensando d’inserire, (nelle suite di prima classe), delle telecamere in fibra ottica che trasmettono le immagini in tempo reale di tutto quello che c’è fuori dal finestrino.

Il presidente degli Emirati Sir Tim Clark ha dichiarato alla BBC: “La qualità delle immagini è talmente buona, che è quasi migliore che con l’occhio naturale. È come stare al posto vicino al finestrino”.

Gli aerei “windowless” saranno più leggeri e, in questo modo, potranno andare più veloci, consumeranno meno carburante e potranno volare a quote più alte. Inoltre, secondo Clark, saranno anche più sicuri. Questo perché eliminando i finestrini renderebbe gli aerei più solidi e senza debolezze strutturali. L’idea di un aereo senza finestrini è stata anche alimentata dal recente disastro accaduto alla Southwest Airlines, quando una donna è stata parzialmente risucchiata proprio da un finestrino danneggiato.

Purtroppo, ci sono anche pareri discordanti sull’eliminazione totale dei finestrini, proprio per un problema di sicurezza. Il personale di bordo dovrebbe guardare la situazione fuori dall’aereo, soprattutto in caso di emergenza e, quindi, di evacuazione del velivolo. Inoltre, i passeggeri con crisi d’ansia e claustrofobia potrebbero vivere molto male l’esperienza del volo, soprattutto quelli a lungo raggio.

Le tasche dei sedili dell’aereo? Uno dei posti meno igienici presenti a bordo

Non tutti conoscono i “segreti” che un aereo nasconde. Soprattutto i più disgutosi. A rivelarli è il personale di bordo; del resto, chi conosce un aereo più a fondo di una hostess o di uno steward?

Gli aerei di linea volano moltissimo, e spesso vengono puliti solo sommariamente tra una tratta e l’altra. Tuttavia, non sono solo i bagni e i tavolini ad essere pieni di germi. C’è un altro posto, insospettabile, che è tutto fuorché igienico: sono le tasche dei sedili, laddove si trovano riviste di bordo e menù, e dove inseriamo i nostri oggetti, i nostri libri, i nostri tablet.

Le hostess giurano di averne viste di ogni, e consigliano di non utilizzare mai quelle tasche per deporre i nostri oggetti personali. Sono piene di sporcizia, e non vengono mai pulite. «Ho tirato fuori ogni genere di oggetto dalle tasche dei sedili», ha raccontato una hostess al magazine Reddit. «Fazzoletti usati, sacchetti pieni di vomito, biancheria intima, calze, unghie di mani e piedi, dolci mezzi mangiucchiati, torsoli di mele». Ecco quindi che se poi noi ci mettiamo il nostro smartphone, il nostro computer o qualsiasi altra cosa, può essere davvero disgustoso.

La soluzione? Ignorare del tutto le tasche dei sedili dell’aereo, possibilmente anche le riviste di bordo che lì giacciono. E poi, armarsi di salviettine antibatteriche e di un disinfettante (in particolar modo se si vola con dei bambini, che mettono le loro manine ovunque) per pulire il più possibile tutto lo spazio riservato a noi.

Soprattutto sui voli a corto raggio, il personale di bordo (che è lo stesso per più voli), all’atterraggio pulisce l’aereo molto velocemente: raccoglie la spazzatura lasciata dai passeggeri, sistema le cinture di sicurezza, ripone le riviste nelle tasche, raddrizza i sedili e richiude i tavolini. Ma il tempo per una pulizia di fondo non c’è. Non resta quindi che difendersi il più possibile dai batteri, con detergenti e con l’accortezza di stare lontani dagli angoli più sporchi.

L’aeroporto di Berlino diventerà una location per eventi techno

Nonostante anche nella precisa Germania stiano facendo i conti con alcuni gravi ritardi, l’aeroporto di Berlino Tegel è destinato a prossima chiusura, sostituito dallo scalo Berlino Brandeburgo. Al suo posto dovrebbe sorgere un grande un polo musicale dedicato alla musica elettronica.

Il quotidiano “Der Tagesspiegel” scrive che la Club Commission della capitale tedesca (l’associazione che rappresenta i club berlinesi e ne tutela gli interessi) sta per formalizzare la candidatura dell’aeroporto come location di festival in grado di accogliere anche un nuovo complesso di club. Proprio nei giorni scorsi, alcuni esperti incaricati dall’amministrazione della capitale stanno valutando l’idoneità della struttura a tale ambizioso progetto. Pare che le risposte siano già state positive visto che gli spazi aeroportuali come la torre di controllo e gli hangar insonorizzati (dove vengono effettuati i test dei motori), sono apparsi ideali per il progetto.

Il comune di Berlino ha anche promesso, uno stanziamento straordinario di un milione di euro per finanziare l’isolamento acustico dei numerosi club e location che fanno parte del circuito artistico cittadino.

Ancora una volta la capitale tedesca si dimostra all’avanguardia rispetto ai temi musicali e architettonici che vanno sempre di più di pari passo, nell’ottica di una riconversione consapevole e strutturata di grandi aree altrimenti abbandonate a se stesse, infatti sono due le direttrici di un progetto di questo tipo.

La prima è la valorizzazione del patrimonio culturale della scena techno berlinese, che è una delle più importanti al mondo.

La seconda è la riqualificazione di un’area altrimenti destinata all’abbandono.

COSA FARE IN CASO DI SMARRIMENTO O DANNEGGIAMENTO DEL BAGAGLIO?

A moltissimi viaggiatori è capitato almeno una volta di trovarsi in aeroporto, arrivati finalmente a destinazione e trovare il proprio bagaglio rotto o addirittura non trovarlo proprio perché smarrito oppure rimasto a terra.

La prima cosa da fare in caso di mancata riconsegna o danneggiamento del proprio bagaglio è compilare un rapporto/denuncia presso gli sportelli “Lost and found” nell’aeroporto d’arrivo, utilizzando i moduli predisposti detti PIR (Property Irregularity Report).

DANNEGGIAMENTO

Entro 7 giorni dalla consegna del PIR in aeroporto, dev’essere inviata a mezzo raccomandata o PEC una richiesta di risarcimento alla compagnia aerea quantificando e documentando il danno, unitamente alla copia del PIR.

SMARRIMENTO

Entro 21 giorni dalla consegna del PIR in aeroporto in assenza di ritrovamento del bagaglio, oppure entro 21 giorni dalla riconsegna del bagaglio in caso di ritrovamento (qualora si intenda chiedere comunque un risarcimento), dev’essere inviata a mezzo raccomandata o PEC una richiesta alla compagnia aerea quantificando e documentando il danno, quindi allegando scontrini, ricevute nonché tutto ciò che può attestare l’importo delle spese sostenute a causa della perdita.

LIMITE DEL RISARCIMENTO

In tutti i casi su esposti (smarrimento, danneggiamento, ritardata consegna) il passeggero ha diritto ad un risarcimento massimo di 1.000 DSP (circa 1.164 euro), in caso di compagnie aeree dell’Unione Europea e dei Paesi che aderiscono alla Convenzione di Montreal.

Se la compagnia è invece di un Paese che non aderisce alla convenzione di Montreal, si applica la Convenziona di Varsavia ed il limite è di 17 DSP (circa 19 euro) al Kg.

COME OTTENERE DALLA COMPAGNIA AEREA LA COMPENSAZIONE FINO A 600 EURO PREVISTA DAL REG. CE 261/04 PER CANCELLAZIONE DEL VOLO, OVERBOOKING ANCHE NEI CASI DI RITARDO SUPERIORE ALLE 3 ORE.

In caso di overbooking o cancellazione di un volo spetta la compensazione pecuniaria secondo l’art. 7 del REGOLAMENTO (CE) N. 261/2004. In caso di ritardo lo stesso regolamento non prevede espressamente compensazioni pecuniarie. Tuttavia, un’importante sentenza della Corte di giustizia europea (sentenza 402 del 19/11/2009) ha chiarito che nei casi in cui il ritardo del volo causi al passeggero una perdita di tempo pari o superiore a tre ore, ovvero nei casi in cui i passeggeri giungano a destinazione tre ore o più dopo l’orario previsto originariamente, è dovuta la compensazione pecuniaria prevista dall’art. 7 del regolamento europeo, come per i casi di cancellazione del volo o overbooking.

Ovvero spetta ad ogni passeggero abbia subito il ritardo:

° € 250,00 per i voli, intracomunitari o internazionali, inferiori o pari a 1.500 km;

° € 400,00 per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per quelli internazionali tra i 1.500 e i

3.500 km;

° € 600,00 per i voli internazionali superiori a 3.500 km.

Essa non è dovuta se il vettore aereo dimostra che il ritardo è causato da circostanze eccezionali che sfuggono al suo effettivo controllo, quali (maltempo, allarmi per la sicurezza, scioperi, ecc.).

La Corte, nell’argomentare la decisione, assimila i casi di ritardo prolungato del volo con quelli di cancellazione, rilevando che in entrambi i casi il passeggero subisce un danno legato alla perdita di tempo.

Riguardo all’individuazione del momento in cui l’aereo arriva a destinazione, è sempre la Corte che, con sentenza del Settembre 2014 (causa C-452/13), lo fa coincidere NON con l’atterraggio ma con l’apertura del portellone.

ESEMPIO:

  • Il volo Pescara / Londra, acquistato per l’importo di € 22,00, subisce un ritardo di 3 ore all’arrivo a destinazione causa problema tecnico all’impianto elettrico del velivolo. Il passeggero ha diritto ad € 250,00 per il disservizio.

Voli cancellati o in ritardo: Quando si può chiedere solo il rimborso delle spese sostenute, ma non la compensazione pecuniaria?

In caso di ritardo o cancellazione di un volo, in base a quanto previsto dalla carta dei diritti del passeggero, ovvero applicando il regolamento (CE) n. 261/04, si può ottenere dalla compagnia aerea una compensazione pecuniaria che parte da € 250,00 fino ad arrivare a un max di € 600,00.

Non sempre però è possibile ottenere un risarcimento per il disservizio subito, infatti ci sono determinate situazioni in cui le compagnie aeree non sono obbligate a risarcire i passeggeri per la cancellazione di un volo o per il ritardo prolungato(minimo 3 ore), sono i cosiddetti casi di forza maggiore o caso fortuito, ovvero:

– quando la compagnia aerea può provare che il ritardo o la cancellazione di un volo è stata causata da circostanze eccezionali (es. avverse condizioni meteorologiche, allarmi per la sicurezza, scioperi, etc.);

– il passeggero sia stato informato della cancellazione:

a) con almeno due settimane di preavviso;

b) nel periodo compreso tra due settimane e sette giorni prima della data di partenza e nel caso in cui venga offerto un volo alternativo con partenza non più di due ore prima rispetto all’orario originariamente previsto e con arrivo presso la destinazione finale al massimo quattro ore dopo l’orario originariamente previsto;

c) meno di sette giorni prima e nel caso in cui venga offerto un volo alternativo con partenza non più di un’ora prima dell’orario originariamente previsto e con arrivo presso la destinazione finale al massimo due ore dopo l’orario originariamente previsto.

Ad ogni modo, il passeggero ha comunque diritto a ricevere assistenza secondo l’art. 9, quali:

pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa;

adeguata sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o piu’ pernottamenti;

trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;

due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail.

(l’assistenza va data in precedenza alle persone con mobilita’ ridotta e ai loro eventuali accompagnatori nonché ai bambini non accompagnati).

N.B.

Nel caso di cancellazione di un volo d’andata, i passeggeri possono scegliere il rimborso del prezzo del biglietto acquistato oppure l’imbarco su un volo alternativo verso la destinazione finale,

in condizioni di trasporto comparabili.

In caso di cancellazione di un volo di ritorno, il passeggero ha diritto al rimborso del prezzo del biglietto e ad un volo di ritorno verso il punto di partenza iniziale.

Esempi:

VOLO ANDATA:

– Il volo Roma – Barcellona del giorno 08.05.18 viene cancellato a causa di un guasto tecnico all’impianto elettrico dell’aeromobile, il passeggero ha diritto sia al rimborso del prezzo pieno del biglietto, sia alla compensazione pecuniaria di € 250,00(perchè la tratta è compresa in 1500 km), oltre all’assistenza prevista secondo l’art. 9 del regolamento europeo su menzionato.

  • Il volo Roma – Barcellona dell’ 08.05.18, viene cancellato a causa di uno sciopero o di una bufera di neve, il passeggero ha diritto al rimborso del prezzo pieno del biglietto oppure ad un volo alternativo verso la destinazione finale, oltre all’assistenza prevista secondo l’art. 9 del regolamento europeo su menzionato. In questo caso non ha diritto però ai € 250,00.

VOLO RITORNO:

– Il volo Barcellona – Roma dell’ 08.05.18 viene cancellato a causa di un guasto tecnico all’impianto elettrico dell’aeromobile, il passeggero ha diritto sia al rimborso del volo alternativo riacquistato a sue spese, sia alla compensazione pecuniaria di € 250,00, oltre all’assistenza prevista secondo l’art. 9 del regolamento europeo su menzionato.

– Il volo Barcellona – Roma dell’ 08.05.18, viene cancellato a causa di uno sciopero o di una bufera di neve, il passeggero ha diritto al rimborso per l’acquisto di un volo di ritorno alternativo verso il punto di partenza iniziale(ovvero verso casa), oltre all’assistenza prevista secondo l’art. 9 del regolamento europeo su menzionato. In questo caso però non ha diritto ai € 250,00.

Voli cancellati o in overbooking? Quali articoli si applicano per difendere i propri diritti?

Il negato imbarco (o overbooking) e la cancellazione del volo sono causa di gravi disagi e fastidi per i passeggeri.

Quando questo accade, si fa riferimento al REGOLAMENTO (CE) N. 261/2004 del parlamento europeo. In particolare vengono presi in considerazione gli artt. 7-8-9.

Negato imbarco (o overbooking) / Cancellazione del volo

Negato imbarco:

E’ il classico caso in cui le prenotazioni per il volo sono eccessive rispetto ai posti disponibili.

In questo caso la compagnia deve, per prima cosa, fare un appello ai volontari per verificare se vi siano persone disposte a cedere il proprio posto. Se non ci sono volontari, il passeggero potrà fare riferimento al reg. europeo.

Cancellazione del volo:

In caso di cancellazione del volo, l’art. 8 regola il diritto a richiedere il rimborso del prezzo pieno del biglietto oppure in alternativa una riprotezione su un volo da effettuarsi il prima possibile.

Come per l’overbooking, in caso di cancellazione, qualora non sia stata comunicata al passeggero con almeno due settimane di anticipo, si ha anche diritto ad un risarcimento pecuniario secondo l’art. 7, ovvero:

° 250,00 per i voli, intracomunitari o internazionali, inferiori o pari a 1.500 Km;

°400,00 per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per quelli inernazionali tra i 1.500 e i

3.500 km;

° 600,00 per i voli internazionali superiori a 3.500 km.

Inoltre, per entrambi i casi, il passeggero ha diritto all’assistenza regolata dall’art. 9, ovvero:

pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa;

adeguata sistemazione in albergo nel caso in cui siano necessari uno o piu’ pernottamenti;

trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;

due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail.

(l’assistenza va data in precedenza alle persone con mobilita’ ridotta e ai loro eventuali accompagnatori nonche’ ai bambini non accompagnati).

Sedili come selle dei cavalli per i voli low cost in ultima classe

Posti più ravvicinati e sedili a forma selle di cavallo pare faranno a breve il loro ingresso all’interno degli aerei per quanto riguarda le classi low cost. L’altezza dei sedili sarà regolabile, ma mancheranno i consueti tavolinetti. Lo spazio occupato sarà notevolmente ridotto ed il costo di queste ‘poltroncine’ per le compagnie aeree sarà molto più basso. In tal modo si potrà forse garantire un risparmio maggiore nei biglietti agli acquirenti. Attualmente lo spazio dei sedili presenti tra le compagnie aeree economiche come easyJet o Ryanair è rispettivamente di 73,4 cm e 76,2 cm, prossimamente lo spazio con le nuove sedie potrebbe essere ridotto a 58,4 cm.

Nell’arco di pochi mesi questo nuovo tipo di sedile, dovrebbe ottenere tutte le certificazioni richieste e dunque fare il suo ingresso all’interno degli aerei per le classi più economiche.

Il primo prototipo di questo tipo era stato presentato 8 anni fa, e ai tempi la cosa creò molto scalpore tra la popolazione. Alcuni giorni fa però, Aircraft Interiors Expo di Amburgo, ha presentato lo stesso progetto dividendo l’opinione pubblica. Se anni fa la proposta ha creato indignazione, adesso sembrano esserci delle persone interessate. Viene da chiedersi, dunque, cosa sia cambiato rispetto agli anni scorsi? Secondo l’opinione di alcuni esperti del settore, i clienti oggi giorno pur di risparmiare sarebbero disposti quasi a stare anche in piedi e le compagnie stanno rivedendo tutti i loro standard in modo da avere più ricavi possibili.

Sicuramente gli amanti del risparmio saranno allettati da questa nuova possibilità.

Introdurre questo tipo di sedie all’interno degli aerei farebbe in modo che le compagnie risparmino circa il 24% di spese. Tutte le compagnie potranno sbizzarrirsi sull’uso del risparmio ottenuto e decidere se utilizzarlo per offrire biglietti a minor prezzo oppure no.